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Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT

Aperto da mattia.pascal, 15 Marzo 2007, 13:48:44

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mattia.pascal

Se non sono state scaricate le canzoni degli artisti Peppermint... non ci sono problemi..

del resto le raccomandate sono già arrivate da un pezzo    

ricordo cmq  che ovviamente si tratta di materiale protetto da copyright e il download è REATO PENALE in Italia

Adesso bisognerà considerare la questione della violazione della privacy... e altre questioni relative all'efficienza e veridicità del sistema usato per raccogliere gli IP.

Informazioni sul caso Peppermint

".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Mr. Anderson

Ciao ragazzi,  oggi è arrivata anche a me la lettera dalla Peppermint riguardo i 330€ da pagare come penale per aver scaricato un file di mousse t...


Qualcuno di voi l'ha ricevuta?

Ha pagato?

mattia.pascal

Non si tratta di una vera penale è solo una "richiesta risarcitoria" da parte di uno studio legale che rappresenta una piccola casa discografica.... l'eventuale pagamento potrebbe metterti al riparo da eventuali procedimenti in sede civile ma non ha alcun valore in sede penale (e il download e la condivisione di file protetti da diritto d'autore è reato penale).


Ti segnalo un iniziativa ALTROCONSUMO:



http://www.altroconsumo.it/map/src/171423.html
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]L'associazione indipendente di consumatori ritiene inoltre necessaria un'interpretazione autentica da parte del Garante dei limiti entro i quali possa applicarsi la deroga che consente di travolgere il diritto alla privacy degli interessati, previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali per far valere o difendere un proprio diritto in sede giudiziaria, ciò anche in vista del ripetersi di analoghe iniziative ad opera della stessa Peppermint e/o di altri soggetti.

L'associazione continuerà a fornire gratuitamente a tutti coloro che ne faranno richiesta, attraverso la casella e-mail peppermint@altroconsumo.it, un avvocato che li patrocinerà davanti al Garante della Privacy.[/quote]

In pratica ti conviene inviare a loro una e-mail (non comporta alcun costo) all'indirizzo peppermint@altroconsumo.it , in cui indichi i tuoi dati e fornisci un numero di telefono, al quale ti richiameranno per fornirti informazioni su quanto loro (come associazione) stanno già facendo e riguardo cosa hanno già deciso le altre persone nella tua condizione che si sono già rivolte a loro.


Solo una cosa mi sembra strana... la tempistica.. a te la raccomandata è arrivata davvero tardi, controlla per bene il mittente e la data di spedizione (fai una ricerca in rete, troverai dei fac-simile con cui confrontare).
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Mr. Anderson

Citazione di: mattia.pascal
Non si tratta di una vera penale è solo una "richiesta risarcitoria" da parte di uno studio legale che rappresenta una piccola casa discografica.... l'eventuale pagamento potrebbe metterti al riparo da eventuali procedimenti in sede civile ma non ha alcun valore in sede penale (e il download e la condivisione di file protetti da diritto d'autore è reato penale).


Ti segnalo un iniziativa ALTROCONSUMO:

http://www.altroconsumo.it/map/src/171423.html
In pratica ti conviene inviare a loro una e-mail (non comporta alcun costo) all'indirizzo peppermint@altroconsumo.it , in cui indichi i tuoi dati e fornisci un numero di telefono, al quale ti richiameranno per fornirti informazioni su quanto loro (come associazione) stanno già facendo e riguardo cosa hanno già deciso le altre persone nella tua condizione che si sono già rivolte a loro.
Solo una cosa mi sembra strana... la tempistica.. a te la raccomandata è arrivata davvero tardi, controlla per bene il mittente e la data di spedizione (fai una ricerca in rete, troverai dei fac-simile con cui confrontare).

grazie mattia per le info, dunque da quello che ho capito è una seconda ondata di lettere che stanno mandando, da altri siti leggo che già decine di persone ne hanno ricevuta una nella giornata di sabato, me compreso... ahimè...



Cris 71


Cris 71

Piccolo aggiornamento da questo sito: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=10815

Il caso peer to peer Peppermint (allargato anche a Techland) continua e fa segnare un interessante colpo di scena, che sembra spostare gli equilibri in favore degli utenti "spiati" e raggiunti da raccomandate richiedenti una somma di risarcimento per i contenuti coperti da copyright condivisi:

"Il Centro Giuridico Adiconsum è venuto a conoscenza della pubblicazione, da parte del Tribunale Civile di Roma, nelle persone dei Giudici Paolo Costa e Antonella Izzo, di due importantissime ordinanze con cui i suddetti hanno rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom". Così esordisce sul suo sito l'Adiconsum.

"I giudici non hanno ritenuto fondate le istanze volte ad ottenere gli indirizzi fisici dei consumatori italiani che da tempo sono stati sottoposti ad una sorta di spionaggio telematico da parte della Società Logistep, associata alle ricorrenti".

Paolo Landi di Adiconsum ha commentato: "Far rispettare la legge sulla privacy non deve essere un compito solo delle Associazioni dei Consumatori, ma anche degli operatori telefonici".

L'Associazione italiana per la difesa del consumatore dichiara tuttavia che la battaglia non è vinta:

"Ma la battaglia non può considerarsi definitivamente vinta: ancora molti sono i procedimenti pendenti dinanzi al Tribunale Civile di Roma, in cui Adiconsum interverrà per insistere nel sollevare questione di illegittimità costituzionale dell'art. 156bis legge Diritto d'Autore.

Oggi, mercoledì 18 luglio, sarà una giornata fondamentale per ulteriori decisioni in merito, in quanto Adiconsum è presente in due distinti giudizi tra Peppermint e Wind e tra Peppermint e Tiscali".

Restate sintonizzati, cercheremo di riportarvi aggiornamenti sulla vicenda non appena disponibili.


mattia.pascal

E' un aggiornamento molto interessante.... grazie Cris.

Vedremo cosa succederà per i procedimenti ancora pendenti..

Riporto un comunicato stampa del SEN. FIORELLO CORTIANA - CONSULTA SULLA GOVERNANCE DI INTERNET, che personalmente ho trovato interessante:

"LA MAGISTRATURA HA ACCOLTO LE ARGOMENTAZIONI DEL GARANTE DELLA PRIVACY NEL CONTENZIOSO PEPPERMINT-TELECOM CHE RIGUARDA DECINE DI MIGLIAIA DI UTENTI INTERNET ITALIANI. IL PRONUNCIAMENTO DELLA MAGISTRATURA ITALIANA CHE INIBISCE PEPPERMINT E CHIUNQUE ALTRO DALL'ATTUARE IL MONITORAGGIO IN RETE E' IMPORTANTE PERCHE' SEGNA UN PRINCIPIO GIURISPRUDENZIALE: LA RETE DI INTERNET NON E' LA TERRA DI NESSUNO DOVE OGNUNO SI FA GIUSTIZIA DA SE', ANCHE IN RETE VALGONO I DIRITTI DI CITTADINANZA E ANCHE IN RETE TOCCA ALLA MAGISTRATURA E ALLE FORZE DELL'ORDINE METTERE IN ATTO INCHIESTE NEL RISPETTO DELLA LEGGE. ORA QUELLO CHE SI STAVA CONFIGURANDO COME UNO SPAMMING ESTORSIVO TROVA UNA ROBUSTA INTERRUZIONE. SAREBBE STUPIDO DIRE CHE HA VINTO LA PIARATERIA, PIUTTOSTO HANNO VINTO IL DIRITTO E LE GARANZIE PREVISTE DALLA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI, FAMOSI O MENO CHE SIANO. ORA NON OCCORRE ESITARE OLTRE PER CAMBIARE LA "LEGGE URBANI" AFFINCHE' I MODELLI DI BUSINESS PRENDANO CORPO NEL RISPETTO DELLA NATURA DI CONDIVISIONE DELLA RETE COME IMPRESA COGNITIVA COLLETTIVA"
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Walter

[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]LA RETE DI INTERNET NON E' LA TERRA DI NESSUNO DOVE OGNUNO SI FA GIUSTIZIA DA SE', ANCHE IN RETE VALGONO I DIRITTI DI CITTADINANZA E ANCHE IN RETE TOCCA ALLA MAGISTRATURA E ALLE FORZE DELL'ORDINE METTERE IN ATTO INCHIESTE NEL RISPETTO DELLA LEGGE.[/quote]

Sul comunicato stampa, ma su questa frase in particolare, ci sarebbe da discutere per un bel po'. Certo che vive davvero in una terra di sogni questo Fiorello Cortiana. Sto leggendo un libro scritto da Kevin Mitnick, il più leggendario hacker d'America -e forse del mondo-, che dice chiaramente che "chiunque creda di essere al sicuro in Internet vive in un mondo d'illusione". E' sufficiente sapere che siamo sempre spiati, e le raccomandate ne sono la prova. Se uno ha conoscenze sufficienti può facilmente aggirare la sicurezza, e scoprire cose che normalmente non verrebbero dette.

Comunque questo post è OT, e volevo dire la mia su quello che aveva detto il senatore.
L'unica banalità sta nel giudizio.

mattia.pascal

Non credo sia un POST OT... anzi da modo di fare un importante precisazione...

E' vero che nella rete internet non esiste la sicurezza, è vero che qualsiasi hacker con "conoscenze sufficienti può facilmente aggirare la sicurezza, e scoprire cose che normalmente non verrebbero dette"..

Ma è anche vero che in questi casi stiamo parlando di azioni illegali.

A prescindere dal fatto che un hacker possa essere scoperto e punito o meno, il suo comportamento è contro la legge.. potrà anche "rivendere" le informazioni acquisite a società più o meno legali (e in questi casi la probabilità di essere scoperto potrebbe aumentare) ma si tratterà sempre di informazioni acquisite illegalmente e quindi non potranno valere come "prova" di alcun genere in un procedimento legale.

Nel caso Peppermint invece le raccomandate sono arrivate solo perchè un tribunale ha autorizzato la diffusione da parte dei provider degli indiririzzi IP e dei dati ad essi collegati.
Considerando che in Italia le intercettazioni telematiche che consentono di individuare, nella rete internet, potenziali responsabili di violazioni alla legge sul diritto d'autore, possono essere condotte, ai sensi dell'art. 266 ss. c.p.p., esclusivamente dagli ausiliari di polizia giudiziaria, dunque non autonomamente da privati... in questo caso si sta verificando una sostituzione dei privati nei confronti dei Pubblici Poteri.
Le garanzie stabilite per legge sono, ovviamente, per la tutela dei privati, "aggirare" in qualsiasi modo queste garanzie vuol dire creare una sorta di polizia privata che, forte della propria predominanza economica, può fare praticamente tutto quello che vuole con i dati sensibili degli utenti.

Creare delle leggi e regole ben precise e attuali anche nel mondo della rete è oggettivamente una necessità.

Credo che a questo si riferisse Cortiana nel suo comunicato.
E' poi vero, così come nella vita reale, che le leggi e regole possono essere infrante in vario modo.. ma questo non può (e non deve) in alcun modo influenzare la volontà di creare regole certe, attuali, proporzionate e "giuste" riguardo un settore che è ormai diventato così importante come quello della rete internet.

Cmq l'espressione Spamming estorsivo mi piace... la metto nel sottotitolo.
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Cris 71

#54
In questa pagina potete trovare l'ordinanza del Tribunale di Roma sulla vicenda Peppermint.

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/171883.htm

Esimio Avv. Mattia ci illumini.  

Walter

In altre parole -se ho capito bene- l'ordinanza obbliga gli organismi come la Logistep (che raccoglieva gli indirizzi IP) e la Peppermint (che li utilizzava) a rispettare il diritto alla privacy telematica degli utenti.
Non possono più utilizzare gli IP degli utenti, neanche, come spiegano, in quella giudiziaria.
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Continuiamo a ritenere che il caso Peppermint sia un esempio concreto della necessità ormai urgente di una modifica legislativa della legge sul diritto d'autore: è necessario che siano finalmente contemperati equamente anche i diritti e gli interessi dei consumatori e della loro privacy oltre che quelli dei detentori della proprietà intellettuale.[/quote]
E questa è la parte più spinosa. Far collidere interessi delle compagnie e degli utenti mi sembra la cosa più difficile in questo frangente. Probabilmente si potrebbe abbassare il prezzo medio di un prodotto discografico... ma a che servirebbe quantdo in Internet c'è musica gratis?
E allora andrebbero fatti controlli più severi... ma si dovrebbero fare sugli IP o sui provider, tuttavia l'ordinanza è chiara ed esclude questo tipo di raccolta di informazioni.

L'ho sempre detto che le leggi sono troppe... se devo dire la verità, voglio proprio vedere come usciremo da questo tipo di situazioni.
L'unica banalità sta nel giudizio.

mattia.pascal

E' molto interessante la motivazione... come diceva MsZ in pratica  l'ordinanza riafferma l'applicazione della disciplina per il trattamento dei dati personali al caso in questione.... si verifica dunque la "ri-espansione" della tutela già prevista anche a casi che presentano le caratteristiche in questione.

Ricordo che nella fattispecie il punto era - detto in maniera molto semplice- se il titolare di un diritto (in questo caso parliamo del diritto d'autore, in senso lato naturalmente... essendo Peppermint solo rappresentante dei suoi artisti) potesse andare contro e superare le norme che proteggono il diritto alla privacy.
C'era quindi una contrapposizione tra due diversi diritti che in qualche modo andavano a contrastarsi.

In questi casi occorre dunque stabilire quale dei due diritti debba sovrastare, le case discografiche rifacendosi all'ormai famoso IPRED1 avevano interpretato la questione basandosi sulla convinzione che la norma comunitaria autorizzasse per la salvaguardia del diritto d'autore la possibilità di sovrastare qualsiasi altro diritto.

Di ben altro avviso era il Garante per la Privacy:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]il trattamento dei dati personali relativi alle connessioni dei servizi telematici della c.d. società dell'informazione rimaneva circoscritto e limitato alle sole indagini penali condotte da autorità pubbliche direttamente preposte alla sicurezza e difesa nazionale, e che ogni diversa soluzione contrastava con i diritti fondamentali alla riservatezza e segretezza delle comunicazioni, come affermato e garantito dai principi costituzionali e del diritto comunitario, oltre che dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

In buona sostanza, osservava che la compressione di tali diritti poteva avvenire, con connotati di proporzionalità, solo in relazione alla salvaguardia di beni giuridici di superiore valore Tutelati dalla normativa penale.[/quote]

Constatando l'infondatezza dell'istanza cautelare già presa, il tribunale accoglie quindi le motivazioni del Garante:

Il diritto alla privacy può essere compresso ma solo a favore della protezione di un diritto considerato proporzionalmente "più importante" e quindi solo nel caso degli illeciti più gravi.... la valutazione non è logicamente oggettiva ma si riferisce a una catalogazione dei diritti già svolta, sviluppata e diffusa nella dottrina giuridica.

Si tratta di una semplice ordinanza.... la questione ovviamente non finirà qui.. ci saranno ricorsi ed è davvero difficile ipotizzare la fine della vicenda.


Quanto invece al trovare una normativa generale che contemperati equamente i diritti consumatori e quelli dei detentori della proprietà intellettuale, la questione è sicuramente spinosa ma tecnicamente non è certo impossibile, se ci fosse una reale buona volontà (politica) del legislatore basterebbe rifarsi a norme e interpretazioni già date in altri paesi.

Il DRM, le tasse sui supporti ecc... hanno dimostrato la loro inutilità, abbassare i prezzi dei prodotti discografici IMHO potrebbe essere una buona soluzione.
Tutto sommato sarebbero molte le persone che con dei prezzi più bassi potrebbero preferire di evitare possibili multe o pene e comprare oppure persone (in cui mi immedesimo) che preferiscono avere un prodotto curato anche esteticamente e qualitativamente piuttosto che una semplice copia... e che sono sicuramente disposte a comprare... ma a un prezzo proporzionato ed onesto.

Dal punto di vista tecnico noi in Italia siamo ancora sotto il peso della legge Urbani che, ricordo, parifica la condotta dei privati a chi scarica per uso commerciale.. comminando sanzioni penali in ogni caso.

La cosiddetta IPRED2, sembra poter superare questo stato di fatto:

[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Gli Stati membri provvedono a qualificare come reato qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale, la  complicità e l'istigazione della violazione stessa .

per "violazione su scala commerciale" si intende la violazione di un diritto di proprietà intellettuale commesso per ottenere un vantaggio commerciale; ciò esclude atti compiuti da un utilizzatore privato per fini personali e non di lucro;

per "violazione intenzionale di un diritto di proprietà intellettuale" si intende la violazione deliberata e cosciente del diritto in oggetto allo scopo di ottenere un vantaggio economico su scala commerciale;[/quote]
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc...+DOC+XML+V0//IT

Questo e il permettere solo alle Forze dell'Ordine di condurre indagini (aspetto però poco chiaro anche nell'IPRED2) sarebbero due grandi passi avanti nella ricerca di una disciplina che davvero vuole tutelare tutte le parti.


[div align=\"center\"]__________________________[/div]


Citazione di: Cris 71
Esimio Avv. Mattia ci illumini.  

Eh.... magari Cris... mi ci vuole ancora un po' per arrivare a quel titolo  
.... e in questo caso il post count non aiuta  
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Cris 71


Cris 71

Peppermint, presentato il secondo maxireclamo

Roma - Nuovo passo della vicenda Logistep-Peppermint: ieri Altroconsumo ha depositato al Garante della privacy il secondo maxireclamo contro Peppermint e Logistep, sostenendo l'illegalità del trattamento dei dati personali di 73 utenti.

L'Associazione dei consumatori, che a fine giugno aveva presentato il primo reclamo, ha finora assistito 88 consumatori in quella che definisce "vicenda di intimazione arbitraria, giunta a pioggia a migliaia di consumatori italiani, a pagare 330 euro per un'ipotetica condivisione di file in Rete".

La vicenda, come noto, nasce dal fatto che Logistep, per conto di Peppermint, ha reperito sulle reti di sharing una quantità di indirizzi IP ai quali ha associato l'ipotetica attività illegale di scambio di file i cui diritti sono appunto di Peppermint. Su queste basi sono stati richiesti, ed ottenuti in un primo momento, i nominativi di quegli utenti corrispondenti agli IP rilevati, ai quali è stata poi trasmessa una raccomandata con la richiesta di un pagamento forfetario per chiudere la vicenda.

"Per Altroconsumo - ribatte però l'associazione - non c'è coincidenza tra indirizzo IP, titolare dell'utenza telefonica e il presunto pirata, dunque la richiesta dei legali di Bolzano è priva di fondamento. Prova ne siano alcuni casi segnalati ad Altroconsumo: l'ingiunzione giunta ad un consumatore ottuagenario, defunto, della provincia di Torino, o quella giunta a un utente non vedente, che per sua stessa dichiarazione non ha mai navigato in Rete".

"A fronte del trattamento illecito dei dati personali svolto dalla Peppermint - insiste Altroconsumo - l'associazione indipendente di consumatori imposterà un'azione risarcitoria contro la casa discografica. I consumatori possono segnalare la propria storia a peppermint@altroconsumo.it".

da Punto Informatico di oggi

Cris 71

E' stata assegnata alla Commissione Cultura della Camera la proposta di legge riguardante il p2p presentata da Marco Beltrandi (Rosa nel Pugno).

Qui tutti i dettagli;

e qui il testo completo della proposta.

Da Punto Informatico di oggi.