eMuleItalia

Off Topic => Altro => Discussione aperta da: mattia.pascal il 15 Marzo 2007, 13:48:44

Titolo: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 15 Marzo 2007, 13:48:44
(http://img443.imageshack.us/img443/7918/privacythumbsl9.jpg)

Parlando di Privacy e P2P, è inevitabile partire dal "caso Peppermint"..

...tutto incominciò con questa notizia:

Notizia del 15 marzo 2007:
Citazione di:  P2P, identificati quasi 4mila utenti italiani
Roma - Sono 3.636 i nominativi che Telecom Italia dovrà fornire entro 15 giorni alla società discografica di Hannover Peppermint Jam Records Gmbh, nomi di utenti Internet italiani e clienti Telecom che, secondo l'azienda tedesca, tramite le piattaforme di sharing hanno posto in condivisione un gran numero di brani musicali protetti da diritto d'autore e senza autorizzazione.

La consegna dei dati è stata decisa da una ordinanza del Tribunale di Roma (procedimento n. 81901/2006) con cui si è ribaltata una precedente sentenza che avrebbe invece consentito a Telecom di evitare il passaggio di quelle informazioni.
Fonte (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1925032)

Concretamente si parlava di 20 - 30 file ovvero solo artisti di  Peppermint Jam Records Gmbh (http://81.3.15.208/) :
Carl Keaton Jr., Colin Rich, Emma Lanford , James Kakande, Mousse T., Omar, Roachford ,SO PHAT!, VD3 Beatz, Warren G.

La notizia era in parte basata sulla DIRETTIVA  sulla Proprietà Intellettuale (http://www.ipjustice.org/CODE/021604.html) 
DIRETTIVA che mirava a colpire, in particolare, lo sfruttamento commerciale della contraffazione e della pirateria "su scala commerciale".
Sempre in ambito europeo nello stesso lasso di tempo  Robin Gross di IP Justice spiegava che per quanto riguarda il dovere di collaborazione degli ISP, secondo il concetto di Diritto all'informazione approvato dal Parlamento, i provider sarebbero tenuti a fornire i dati degli utenti ai detentori dei diritti laddove questi ultimi intendano perseguire attività illegali condotte, appunto, "su scala commerciale".


E' importante ricordare che la disciplina in ITALIA riguardo le intercettazioni in questo caso prevede che:
le intercettazioni telematiche che consentono di individuare, nella rete internet, potenziali responsabili di violazioni alla legge sul diritto d'autore, possono essere condotte, ai sensi dell'art. 266 ss. c.p.p., esclusivamente dagli ausiliari di polizia giudiziaria, dunque non autonomamente da privati.
Nel caso in cui una Procura della Repubblica decida di aprire delle indagini relative a reati commessi attraverso mezzi di comunicazione informatici e/o telematici, deve chiedere al Gip l'autorizzazione perchè Polizia Postale o Gdf - a seconda dei casi - svolgano delle intercettazioni di tipo telematico o informatico gli esiti delle intercettazioni telematiche possono essere utilizzati come mezzi di prova solo nel procedimento penale di cui trattasi.Tra l'altro non possono essere utilizzati in eventuali procedimenti civili per danni che le major volessero farsi risarcire dai downloader.

Con questo comportamento si è cercata "la flagranza di reato" ...(cosa che da noi possono fare solo le Forze dell'Ordine) rendendosi in pratica COMPLETAMENTE CORRESPONSABILI del fatto

Il fatto che non mirassero ad alte  sanzioni faceva pensare che non potessero fare di più e che si trattasse, semplicemente un azione intimidatoria... tato che si è arrivati a parlare di "Spamming estorsivo".

In data lunedì 09 luglio 2007 si è verificata una seconda ondata di raccomandate da parte degli agenti della casa discografica
Peppermint, seconda ondata di raccomandate (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2035121)




Ricapitolando brevemente:

Il Tribunale di Roma aveva ordinato a Telecom e altri Provider di fornire alcuni IP.
I provider hanno fornito gli IP richiesti.
Sono state mandate le raccomandate.
Alcuni utenti hanno deciso di pagare pur di assicurarsi una - presunta- incolumità.

è importante specificare che:

non si tratta di multe, ma di "richieste di risarcimento" da parte di singole (attualmente) case discografiche per mezzo di raccomandate spedite da studi legali.

e che la questione è stata giudicata dal punto di vista della tutela della privacy solo successivamente quando il Garante per la Privacy si è costituito contro i Provider che avevano fornito gli IP.




L'esito della vicenda è ormai storia:


18/07/2007 "LA MAGISTRATURA HA ACCOLTO LE ARGOMENTAZIONI DEL GARANTE DELLA PRIVACY NEL CONTENZIOSO PEPPERMINT-TELECOM CHE RIGUARDA DECINE DI MIGLIAIA DI UTENTI INTERNET ITALIANI" :

Caso P2P: Peppermint non la spunta in tribunale (http://www.tomshw.it/news.php?newsid=10815)


"IL PRONUNCIAMENTO DELLA MAGISTRATURA ITALIANA CHE INIBISCE PEPPERMINT E CHIUNQUE ALTRO DALL'ATTUARE IL MONITORAGGIO IN RETE E' IMPORTANTE PERCHE' SEGNA UN PRINCIPIO GIURISPRUDENZIALE: LA RETE DI INTERNET NON E' LA TERRA DI NESSUNO DOVE OGNUNO SI FA GIUSTIZIA DA SE', ANCHE IN RETE VALGONO I DIRITTI DI CITTADINANZA E ANCHE IN RETE TOCCA ALLA MAGISTRATURA E ALLE FORZE DELL'ORDINE METTERE IN ATTO INCHIESTE NEL RISPETTO DELLA LEGGE.
ORA QUELLO CHE SI STAVA CONFIGURANDO COME UNO SPAMMING ESTORSIVO TROVA UNA ROBUSTA INTERRUZIONE. SAREBBE STUPIDO DIRE CHE HA VINTO LA PIARATERIA, PIUTTOSTO HANNO VINTO IL DIRITTO E LE GARANZIE PREVISTE DALLA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI, FAMOSI O MENO CHE SIANO. ORA NON OCCORRE ESITARE OLTRE PER CAMBIARE LA "LEGGE URBANI" AFFINCHE' I MODELLI DI BUSINESS PRENDANO CORPO NEL RISPETTO DELLA NATURA DI CONDIVISIONE DELLA RETE COME IMPRESA COGNITIVA COLLETTIVA"

INFORMAZIONI e LINK UTILI :

Caso Peppermint: la riservatezza delle comunicazioni prevale sul diritto d'autore (http://www.altalex.com/index.php?idnot=38207)

INFORMAZIONI SUL CASO PEPPERMINT (http://www.guidoscorza.it/?page_id=65)

L'analisi tecnica delle ordinanze del Tribunale di Roma (http://www.altalex.com/index.php?idnot=2541)




Partendo da queste basi...

Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria (ovvero diritto degli artisti a ricevere la giusta ricompensa e interesse delle major al rispetto del diritto d'autore) sono diritti che purtroppo spesso vanno in contrasto tra loro nell'ambito del P2P.

Una definitiva soluzione al problema può essere attuata solo da un'adeguata normativa in materia sia a livello nazionale sia a livello europeo.

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 15 Marzo 2007, 13:57:32
Visto che attualmente ci sono due 3d al riguardo propongo di continuare la discussione qui http://www.emuleitalia.eu/index.php?...t=0#entry165439 (http://www.emuleitalia.eu/index.php?act=ST&f=16&t=19020&st=0#entry165439)

Naturalmente spetterà a cadex moderare... ma IMHO è + chiaro unire i Topic

@AXOLOTL una segnalazione un po' + completa (bastava un copia/incolla) sarebbe stata preferibile..
al posto di tanti  
.. e magari un titolo + chiaro..
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 15 Marzo 2007, 14:16:09
Citazione di: AXOLOTL... utenti dello S2S (http://punto-informatico.it/pbox.asp?id=1925032)...

             

per capire il tuo topic c'e' bisogno di un interprete...titolo generico e senza alcun senso per non parlare del link..se ero io il moderatore, avrei cancellato il tuo topic senza nemmeno risponderti...leggiti il regolamento, se no la vita all interno di questo forum sara' dura per te...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 15 Marzo 2007, 14:19:56
Citazione di: mattia.pascal

Qui in pratica si parla ancora nello specifico di lucro e profitto... anche se con termini diversi.
Secondo la direttiva citata questo tipo di intercettazioni, collaborazione degli ISP, sanzioni (amministrative naturalmente !!) ecc.. sono applicabili solo nel caso di pirateria "su scala commerciale"... è il nostro concetto di scopo di profitto di cui abbiamo già parlato http://www.emuleitalia.eu/index.php?...18224&st=20 (http://www.emuleitalia.eu/index.php?showtopic=18224&st=20)

Tanto rumore per nulla...

grande mattia chiaro e puntuale come sempre  ...(per chi non volesse leggere l'intero post) penso che la parte piu' importante sia questa qui...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 15 Marzo 2007, 14:22:24
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Tanto rumore per nulla…[/quote]
Queste quattro parole sintetizzano perfettamente il mio pensiero. Perdono tempo a dare loro in pasto 3636 capri espiatori.
Ma bravi.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Philip J. Fry il 15 Marzo 2007, 14:22:27
La solita cosa per mettere un po' di paura addosso ai timorosi...mUaHAh...



Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 15 Marzo 2007, 14:23:03
Molto esauriente, certo che da come era messa giù da Punto Informatico era una notizia bella pesante!

O forse avendola letta di mattina presto mi sono lasciato prendere dal timore di chissà quale operazione di repressione su larga scala.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 15 Marzo 2007, 14:26:25
Citazione di: Philip J. FryLa solita cosa per mettere un po' di paura addosso ai timorosi...mUaHAh...



 

la penso anche io cosi...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Hacker il 15 Marzo 2007, 14:43:12
Citazione di: Gil Grissom
la penso anche io cosi...

speriamo ke sia così...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 15 Marzo 2007, 16:14:19
Citazione di: Hacker
speriamo ke sia così...

Beh questo lo vedremo presto.. la "notizia" è ancora fresca, nel caso troviate aggiornamenti in rete da fonti affidabili, io consiglio di postare qui finchè cadex non decide come moderare i 3d..

P.S. Come al solito uno dei miei chilometrici POST.. però stavolta ho dovuto mettere sia la Fonte sia un commento...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: AXOLOTL il 15 Marzo 2007, 17:19:14
Citazione di: Gil Grissom
per capire il tuo topic c'e' bisogno di un interprete...titolo generico e senza alcun senso per non parlare del link..se ero io il moderatore, avrei cancellato il tuo topic senza nemmeno risponderti...leggiti il regolamento, se no la vita all interno di questo forum sara' dura per te...

ah ah ah ah ah ah      

Ma lei non sa chi sono io    

Cadex spiegaglielo un po' ih ih ih ih
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Emulizzato il 15 Marzo 2007, 17:58:53
Citazione di: AXOLOTL
ah ah ah ah ah ah      

Ma lei non sa chi sono io    

Cadex spiegaglielo un po' ih ih ih ih


Tu non mi conoscerai,ma grazie ai post precedenti ho conosciuto te!Ne è valsa la pena!  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: cadex1 il 15 Marzo 2007, 19:45:14
Citazione di: AXOLOTL
ah ah ah ah ah ah      

Ma lei non sa chi sono io    

Cadex spiegaglielo un po' ih ih ih ih
Pensa che a distanza di anni non l' ho capito nemmeno io...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: firestorm86 il 15 Marzo 2007, 21:23:34
@axo: come avevo letto articolo e titolo le mie coronarie ne stavano risentendo...
@gil: della serie: siamo tutti uguali di fronte alla legge  
@mattia: se non ci fossi bisognerebbe inventarti!
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: cadex1 il 15 Marzo 2007, 21:26:01
Citazione di: firestorm86
@axo: come avevo letto articolo e titolo le mie coronarie ne stavano risentendo...
@gil: della serie: siamo tutti uguali di fronte alla legge  
@mattia: se non ci fossi bisognerebbe inventarti!
Be a me nn dici nulla?  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: firestorm86 il 15 Marzo 2007, 21:30:34
@cadex: ma ammmmmorrrreeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!! lo sa ke ti penso sempre!!!  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Emulizzato il 15 Marzo 2007, 22:39:07
Citazione di: firestorm86
@cadex: ma ammmmmorrrreeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!! lo sa ke ti penso sempre!!!  
Quanti amanti hai Cadex??        
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: firestorm86 il 15 Marzo 2007, 23:00:54
e sapessi...da quando il silente non lo soddisfa piu  
adesso mi bannano sicuro per ot e per rivelazione dettagli personali dei mod!  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 16 Marzo 2007, 01:12:48
Citazione di: firestorm86
@mattia: se non ci fossi bisognerebbe inventarti!

Sono come la Panda (http://it.wikiquote.org/wiki/Slogan_pubblicitari)  

Però mi dissocio delle pratiche orgiastiche e dissolutezze varie che rigurdano solo i Mod.... sono una personcina "perbene" io  

     
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 16 Marzo 2007, 02:01:50
Citazione di: firestorm86@cadex: ma ammmmmorrrreeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!! lo sa ke ti penso sempre!!!  

cadex allora e' vero! mi hai tradito???? non me lo aspettavo proprio da te...

Citazione di: AXOLOTL

ah ah ah ah ah ah      

Ma lei non sa chi sono io    

Cadex spiegaglielo un po' ih ih ih ih

ahhh non lo so!...so solo che davanti al regolamento siamo tutti uguali...e tutti niubbioni!      
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: lorenzone92 il 16 Marzo 2007, 09:59:33
Citazione di: firestorm86
@cadex: ma ammmmmorrrreeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!! lo sa ke ti penso sempre!!!  
Nooooo, mi ha tradito!!!!        
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 16 Marzo 2007, 11:04:40
raga fondiamo il club dei cadex-fans!!!
poooo poroppo poppooooooppoooooooooo pooooo poropppooooo poppooooopoooooo....      
(non fateci caso ieri mi son ubriacato e mi son rimasti i postumi...).      
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: cadex1 il 16 Marzo 2007, 20:00:27
MA voi state male...  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 17 Marzo 2007, 01:48:18
Citazione di: cadex1MA voi state male...  

e' una novita' zietto???      
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: ricky87 il 17 Marzo 2007, 13:35:06
Perchè ogni 3d (seppur serio) deve essere travolto dalle minchiate?!
Bho... misteri del forum e degli strani esseri che lo popolano!!!  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Teppei il 18 Marzo 2007, 21:00:20
mi devo preoccupare?      
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Emulizzato il 18 Marzo 2007, 21:03:50
Per la notizia del topic no,per la perversione degli utenti inizierei a pensare di si...
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 21 Marzo 2007, 08:04:29
Ciao per la cronaca riporto la notizia uscita oggi su Punto Informatico:

Con una lettera al Garante della Privacy, Fiorello Cortiana, membro del Comitato sulla Governance di Internet del Ministero dell'Innovazione, sollecita una verifica sull'azione antiP2P di cui ha parlato Punto Informatico nei giorni scorsi

Roma - L'ordinanza con cui è stato imposto a Telecom di consegnare i nomi di 3600 dei propri utenti che, secondo un discografico tedesco, hanno violato la normativa sul diritto d'autore è al centro di una lettera con cui Fiorello Cortiana, membro del Comitato consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell'Innovazione, sollecita un intervento di verifica da parte del Garante per la privacy. Il timore, infatti, è che le operazioni condotte dal discografico e dai suoi associati siano illegali. Qui di seguito il testo della missiva:

Milano, 20 Marzo, 2007
Al Garante della Privacy,

il Tribunale di Roma, suppongo in sede civile, con una ordinanza (procedimento n. 81901/2006) ha ordinato a Telecom Italia di fornire i nominativi di 3636 utenti di Internet italiani e clienti Telecom alla casa discografica di Hannover Peppermint Jam Records Gmbh, la quale ritiene che abbiano scambiato brani musicali coperti dal diritto d'autore senza averne l'autorizzazione. La società svizzera Logistep per conto della Peppermint ha individuato il numero di IP di questi utenti italiani.Secondo i legali di Logistep-Peppermint i provider (ISP) sono obbligati a fornire i dati personali degli utenti non solo alle forze dell'Ordine o alle Pubbliche Autorità ma anche a soggetti privati. Questo a seguito della Direttiva Europea IPRED 2004/48/CE, cosiddetta "IP enforcement" che ha aumentato i poteri di contestazione da parte dei detentori di diritti autoriali danneggiati.

A mio avviso questa vicenda solleva alcune questioni sulle quali il Garante dovrebbe attivarsi.
Quale è l'efficacia dei sistemi di verifica utilizzati dalla società Logistep per l'individuazione della natura dei files scambiati dai 3636 utenti italiani?

I legali di Logistep-Peppermint sostengono che i nominativi collegati ai numeri IP individuati
a) riceveranno una diffida e una richiesta di cancellazione dei file
dovranno promettere, presumibilmente attraverso una scrittura privata, che non metteranno più a disposizione opere protette da diritto d'autore
c) riceveranno la richiesta di versare una somma, un quantum, nell'ordine delle centinaia di euro a compensazione del lavoro tecnico e legale dell'iniziativa di Peppermint.

L'impressione è che queste azioni, basate su un danno presunto e non documentato da prove, si configurino come una forma di "spamming giuridico" a sostegno, tra l'altro, di una ambigua postulanza. Alla luce della definizione di dato personale contenuta nel TU sulla Privacy, l'IP è un dato personale, quindi non tutti i trattamenti possono essere fatti senza il consenso dell'interessato. In questo senso occorre capire come si configura e giustifica l'obbligo impartito al gestore telefonico di fornire le utenze associate agli IP ad un soggetto privato.

Ci possono essere problemi di coerenza e compatibilità con la disciplina dei dati personali con riferimento alla norma esistente data la modifica della legge 633 attuata con il D.lvo 140/2006 che prevede:
Art. 3.
Introduzione dell'all'articolo 156-bis nella legge 22 aprile 1941, n.633

1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 156 è inserito il seguente:

"Art. 156-bis. - 1. Qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l'esibizione oppure che richieda le informazioni alla controparte. Può ottenere altresì che il giudice ordini alla controparte di fornire gli elementi per l'identificazione dei soggetti implicati nella produzione e distribuzione dei prodotti o dei servizi che costituiscono violazione dei diritti di cui alla presente legge.

2. In caso di violazione commessa su scala commerciale il giudice può anche disporre, su richiesta di parte, l'esibizione della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte.

3. Il giudice, nell'assumere i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2, adotta le misure idonee a garantire la tutela delle informazioni riservate, sentita la controparte.

4. Il giudice desume argomenti di prova dalle risposte che le parti danno e dal rifiuto ingiustificato di ottemperare agli ordini."
Il problema giuridico è la compatibilità di questo precetto con i servizi on line, visto che all'art.15 sembrerebbe che il riferimento sia solo alle violazioni "su scala commerciale" a carattere industriale o brevettuale (ad esempio beni venduti su E-Bay) ma si afferma che l'istanza deve essere "giustificata e proporzionata".
Art. 15.
Introduzione dell'articolo 121-bis nel decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30

1. Al Codice della proprietà industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, dopo l'articolo 121 è inserito il seguente:

"Art 121-bis (Diritto d'informazione). - 1. L'Autorità giudiziaria sia nei giudizi cautelari che di merito può ordinare,su istanza giustificata e proporzionata del richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di cui alla presente legge...".
Vi chiedo quindi di assicurarvi che tutto quando messo fino ad ora in atto rispetti le garanzie e le procedure previste dal TU sulla Privacy vigente.

Vi invio i miei cordiali saluti e l'augurio di buon lavoro

Sen. Fiorello Cortiana
Comitato Consultivo sulla Governance di Internet del Ministero dell'Innovazione
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 21 Marzo 2007, 17:28:33
Aggiornamento  

Strasburgo - La Commissione JURI ha votato la temuta direttiva IPRED2, che punta a colpire i reati contro la proprietà intellettuale in Europa e ad armonizzare le legislazioni vigenti nei diversi paesi. Ma è un'approvazione che arriva con alcune importanti modifiche rispetto al testo originario predisposto dalla Commissione Europea.
La prima, come ha sottolineato l'europarlamentare italiano Nicola Zingaretti, relatore del provvedimento, riguarda l'approvazione del concetto di scala commerciale: i paesi membri dovranno quindi considerare un reato penale tutte le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale ma solo se condotti con finalità e su scala commerciale. Per questo genere di abusi sono previste multe progressive e prigione, a seconda della gravità dell'abuso. Ma questo risparmia il penale a chi per finalità private, non profit e senza intenti di lucro commette delle violazioni.

La seconda importante novità sta nell'esclusione dagli obiettivi della direttiva dei diritti di brevetto, un passaggio che non dispiacerà ai tanti che in campo tecnologico temevano nuovi importanti paletti per il libero sviluppo.

Nello specifico, si prevede che le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale commesse da un'entità criminale, possono provocare una sanzione massima di 400mila euro e/o quattro anni di carcere. In altri casi meno gravi si può arrivare a multe decisamente inferiori.

Tra le misure più controverse che rimangono nel provvedimento, quella che consente di dar vita ad indagini su violazioni anche in assenza di un'accusa formale, "almeno quando i fatti sono commessi nel territorio di uno stato membro". Né piacerà a tutti che, una volta recepita la direttiva, i paesi membri dovranno consentire ai detentori dei diritti di sostenere e affiancare le indagini condotte da team investigativi misti. Va detto che quest'ultima pratica, per quanto già criticata da più parti, è già prassi consolidata in molti paesi europei, Italia compresa.

La direttiva non è approvata in via definitiva, evidentemente, deve ancora passare al voto del Parlamento Europeo che inizierà ad occuparsene ad aprile, ma il via libera, con modifiche, della Commissione JURI ha un significato fondamentale. "Oggi - ha sottolineato a questo proposito Zingaretti - giriamo pagina. Questa è la prima direttiva in cui si parla di penale (per questo genere di reati, ndr.). L'armonizzazione dei diversi codici penali è un elemento del tutto nuovo e radicale".

Una volta approvata, la direttiva dovrà essere recepita dai singoli paesi. Al momento è difficile dire in che modo potrà interfacciarsi con la legislazione italiana, come noto ben più severa per le violazioni commesse anche senza finalità commerciali.

Un commento sul voto della Commissione JURI è arrivato anche da Enzo Mazza, presidente di FIMI, secondo cui si tratta di "un bilanciamento tra interessi, alcune violazioni senza scopo di lucro non saranno punite con le sanzioni più pesanti riservate ai reati più gravi, similmente a quanto prevede la normativa italiana che ha vari livelli di sanzioni penali e amministrative".

Fonte (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1931323&r=PI)

Strane coincidenze nei tempi e dinamiche della questione.. P.I. conferma di avere "buon naso" nella ricerca degli scoop  

Riguardo la notizia segnalata da Cris, il Sen. Fiorello Cortiana ribadiva concetti già accennati in questo articolo (http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=513&ID_sezione=3&sezione=Web%20Notes) di Anna Masera per LASTAMPA.
Personalmente trovavo molto più significativo un riferimento all'ART. 24 del D.L.vo n. 196 - 27 Giugno 2003 http://www.ol-service.com/sikurezza/privacy/tu.htm (http://www.ol-service.com/sikurezza/privacy/tu.htm) (considerando l'IP come dato personale)

La protesta contro la proposta IPRED2 cmq era già portata avanti dall' Aiip (http://www.aiip.it/page.php?id=573&aiip=c2cc8eea0f19022647a30668cf697a17) .

In pratica viene ribadito che verranno perseguite penalmente solo attività illegali condotte  "su scala commerciale".

L'Europa si conferma molto più "avanti" della nostra legislazione (ancora legata al concetto di scopo di profitto).. chissà se tutto dovesse procedere senza intoppi, questo indirettamente  potrà influenzare eventuali modifiche alla "Legge Urbani"...

Aggiunta

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO AIIP e AssoProvider

AIIP ed AssoProvider esprimono soddisfazione per la decisione del Parlamento Europeo di accogliere gli emendamenti alla proposta di Direttiva IPRED2 presentati dal relatore Nicola Zingaretti. In questo modo è stato possibile evitare sanzioni penali a carico dei privati che si scambino (a fini personali e non di lucro) file contenenti opere protette dal copyright, evitando al tempo che essi stessi potessero essere equiparati ai contraffattori o ai pirati che fanno parte di organizzazioni criminali.
Fonte (http://www.aiip.it/page.php?id=575)
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: flajosh il 24 Marzo 2007, 00:11:20
Avete presente quella famosissima recente sentenza di assoluzione per quella faccenda di presunta violazione dei diritti??? Bè, sappiamo tutti com'è andata a finire...non sto a ripetere la faccenda.
Sta di fatto che questa mattina a Forum, quel programma su Rete4 in orario di pranzo, c'era una causa fra il proprietario di un nogozio di noleggio film-videogiochi e il "presidente" di un'associazione universitaria. Il motivo della causa era il fatto che questo tizio prendeva al negozio della tizia una certa quantità di film e videogiochi a noleggio. Poi andava in università e li backuppava, dopodichè li caricava su un server interno all'università. Questi film e giochi erano a disposizione di tutti (e soli) i membri dell'associazione universitaria di cui vi parlavo. Finalità dell'associazione? Proprio questo: poter fruire gratuitamente di film e videogiochi in qualsiasi momento. Il tesseramento all'associazione era gratuito e comunque era un'assoc. senza scopo di lucro. All'atto di iscrizione veniva fornita semplicemente una password per poter accedere ai contenuti del server. Numero di iscritti: circa 350.
Io mi ero già rassegnato, sicuro della vittoria della proprietaria del noleggio film-videogiochi... Invece colpo di scena! La causa è stata vinta proprio dal tizio dell'associazione e sono state respinte tutte le richieste della controparte, ovvero la richiesta di un rimborso di 2000 euro per danni e la chiura dell'associazione.
Motivi per cui ha vinto il tizio: l'attività è senza fini di lucro; l'associazione, e la diffusione del materiale, può essere definita a scopo culturale; la famosa recente sentenza di cui parlavo all'inizio del post è stata citata e ha costituito un precedente su cui basarsi... Risultato: assoluzione!

Avete visto anche voi? Cosa ne pensate? ...a me lì per lì è sembrato assurdo... però mi ha fatto piacere! S continuiamo così!!!
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 16 Maggio 2007, 08:12:41
Questo è il testo di un email che mi è arrivata stamattina, secondo loro dovrei credere che viene dalla Polizia di stato.........

Avviso
Sono capitano della polizia Prisco Mazzi. I rusultati dell.ultima verifica hanno rivelato che
dal Suo computer sono stati visitati i siti che trasgrediscono i diritti d.autore e sono stati
scaricati i file pirati nel formato mp3. Quindi Lei e un complice del reato e puo avere la
responsabilita amministrativa.

Il suo numero nel nostro registro e ..................

Non si puo essere errore, abbiamo confrontato l.ora dell.entrata al sito nel registro del
server e l.ora del Suo collegamento al Suo provider. Come e l.unico fatto, puo sottrarsi
alla punizione se si impegna a non visitare piu i siti illegali e non trasgredire i diritti
d.autore.

Per questo per favore conservate l.archivio (avviso_........................)
allegato alla lettera al Suo computer, desarchiviatelo in una cartella e leggete l.accordo
che si trova dentro.

La vostra parola d'accesso personale per l'archivio: .......

E obbligatorio.

Grazie per la collaborazione.


Commenti?  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: goku355 il 16 Maggio 2007, 08:56:40
Citazione di: Cris 71
Come e l.unico fatto, puo sottrarsi
alla punizione se si impegna a non visitare piu i siti illegali e non trasgredire i diritti
d.autore.

non penso che una lettera della poliza parli di punizioni ma al limite di sanzioni    

Citazione di: Cris 71
Per questo per favore conservate l.archivio (avviso_........................)
allegato alla lettera al Suo computer, desarchiviatelo in una cartella e leggete l.accordo
che si trova dentro.

oltre tutto dovrei anche mantenere le prove nella loro attesa     come se a un ladro (e' un termine di paragone che non fa riferimento a nessuno ) venisse informato di tenere a disposizione la refurtiva


quella che te l'ha mandata prima deve tornare a scuola          
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Maurora77 il 16 Maggio 2007, 09:17:04
Citazione di: Cris 71
Questo è il testo di un email che mi è arrivata stamattina, secondo loro dovrei credere che viene dalla Polizia di stato.........

Avviso
Sono capitano della polizia Prisco Mazzi. I rusultati dell.ultima verifica hanno rivelato che
dal Suo computer sono stati visitati i siti che trasgrediscono i diritti d.autore e sono stati
scaricati i file pirati nel formato mp3. Quindi Lei e un complice del reato e puo avere la
responsabilita amministrativa.

Il suo numero nel nostro registro e ..................

Non si puo essere errore, abbiamo confrontato l.ora dell.entrata al sito nel registro del
server e l.ora del Suo collegamento al Suo provider. Come e l.unico fatto, puo sottrarsi
alla punizione se si impegna a non visitare piu i siti illegali e non trasgredire i diritti
d.autore.

Per questo per favore conservate l.archivio (avviso_........................)
allegato alla lettera al Suo computer, desarchiviatelo in una cartella e leggete l.accordo
che si trova dentro.

La vostra parola d'accesso personale per l'archivio: .......

E obbligatorio.

Grazie per la collaborazione.
Commenti?  



Pensa.... proprio oggi molti miei colleghi in ufficio hanno ricevuto una mail del genere..... sarà qualche SPAM di cattvo gusto....        
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 16 Maggio 2007, 09:21:08
Ma si, sono dei cialtroni! Almeno le scrivessero bene le cose! Mi ricorda i falsi messaggi delle Poste Italiane, attenzione a non aprire  il file allegato perchè probabilmente contiene un trojan.

Leggete anche qui: http://www.sicurezzainformatica.it/ (http://www.sicurezzainformatica.it/)  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: goku355 il 16 Maggio 2007, 09:26:47
Citazione di: Cris 71
Ma si, sono dei cialtroni! Almeno le scrivessero bene le cose! Mi ricorda i falsi messaggi delle Poste Italiane, attenzione a non aprire  il file allegato perchè probabilmente contiene un trojan.

a me continua ad arrivare e-mail che dice che hanno perso i dati della postepay e li voglioo d me        
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: flajosh il 16 Maggio 2007, 10:18:37
"puo sottrarsi alla punizione se si impegna a non visitare piu i siti illegali e non trasgredire i diritti d.autore"
Ma che cos'è???? Sembra la frase che si dice hai bambini "se non fai più il monello ti tolgo la punizione"...    
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Maurora77 il 16 Maggio 2007, 10:25:59
In queste ore, alcuni utenti stanno ricevendo una mail che sembra provenire dalla polizia di stato, da un sedicente capitano "Prisco Mazzi" (ma il nome è poco importante, potrebbe anche essere diverso) che vi accusa di avere commesso un'attività illegale e vi esorta ad aprire l'allegato contenuto nella mail.



La mail è falsa. Ha l'unico scopo di convincervi ad aprire l'allegato che sicuramente contiene un virus o, più in generale, un malware.

Chi l'avesse ricevuta deve eliminarla dalla propria casella SENZA APRIRE L'ALLEGATO.



Aprire il messaggio e leggerlo, senza aprire l'allegato, non comporta alcun rischio.



Come già detto in passato, bisogna diffidare di tutte le mail che:



·         Con una minaccia, tentano di convincervi ad aprire un allegato contenuto nella mail.

·         Contengono un allegato zip protetto da password e vi comunicano la password necessaria ad aprirlo nel medesimo messaggio

·         Sono scritte in un italiano improbabile



Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 16 Maggio 2007, 11:01:24
verissismo maurora, e grazie per l'avvertimento utilissimo!  
cmq appena vedo e-mail del genere non le apro nemmeno..pensa te se poi la polizia ti avverte tramite mail e non ti viene a bussare alla porta..  

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Spaceice il 16 Maggio 2007, 13:04:34
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]
Avete presente quella famosissima recente sentenza di assoluzione per quella faccenda di presunta violazione dei diritti??? Bè, sappiamo tutti com'è andata a finire...non sto a ripetere la faccenda.
Sta di fatto che questa mattina a Forum, quel programma su Rete4....

Avete visto anche voi? Cosa ne pensate? ...a me lì per lì è sembrato assurdo... però mi ha fatto piacere! S continuiamo così!!!
[/quote]

Ricordo la sentenza a riguardo...il giudice era Imposimato...anche io ci sono rimasto male perché la sentenza era errata...Imposimato non ha tenuto conto che la sentenza citata in questione si riferiva appunto ad un reato precedente la legge Urbani...cmq sia tieni conto che i giudizi espressi a Forum sono solamente in sede civile...ergo la proprietaria di quel videonoleggio poteva ancora procedere ma stavolta penalmente e ti garantisco che quell'associazione se la sarebbe vista brutta visto che il reato è commesso e come sai per la legge Urbani c'è quella strana frase molto interpretativa che impone il reato anche in caso di un godimento personale...ed è inequivocabile che tale associazione anche se distribuisce tale materiale senza scopo di lucro in realtà ne concede a terzi un godimento o avvantaggiamento personale....per non parlare poi di ricorsi civili possibilissimi soprattutto in caso di sentenze errate...nessun giudice è il padre eterno scazzano pure loro...spesso in Forum anche la Dalla Chiesa a sentenza eseguita quando uno dei contendenti non approva tale giudizio dice solamente "la legge dice così" in realtà dice na boiata...i ricorsi esistono.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: ricky87 il 16 Maggio 2007, 13:16:13
A me ste robe mi fanno morire dal ridere....      
Quello di postepay poi!!!      
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 16 Maggio 2007, 14:10:58
Cercano di sfruttare l'effetto  paura creato dal caso Peppermint per diffondere un trojan....
leggete il link postato da Cris e naturalmente evitate si aprire il file .zip allegato  


Citazione di: Spaceice
Ricordo la sentenza a riguardo...il giudice era Imposimato...anche io ci sono rimasto male perché la sentenza era errata...Imposimato non ha tenuto conto che la sentenza citata in questione si riferiva appunto ad un reato precedente la legge Urbani...cmq sia tieni conto che i giudizi espressi a Forum sono solamente in sede civile...ergo la proprietaria di quel videonoleggio poteva ancora procedere ma stavolta penalmente e ti garantisco che quell'associazione se la sarebbe vista brutta visto che il reato è commesso e come sai per la legge Urbani c'è quella strana frase molto interpretativa che impone il reato anche in caso di un godimento personale...ed è inequivocabile che tale associazione anche se distribuisce tale materiale senza scopo di lucro in realtà ne concede a terzi un godimento o avvantaggiamento personale....per non parlare poi di ricorsi civili possibilissimi soprattutto in caso di sentenze errate...nessun giudice è il padre eterno scazzano pure loro...spesso in Forum anche la Dalla Chiesa a sentenza eseguita quando uno dei contendenti non approva tale giudizio dice solamente "la legge dice così" in realtà dice na boiata...i ricorsi esistono.

Il concetto del tuo discorso è naturalmente giusto, ma nello specifico stiamo parlando di arbitrato.
Chi partecipa a quella trasmissione firma un apposito accordo che conferisce all'arbitro (ex giudice, avvocato..)
il potere di decidere.
Eventuali ricorsi civili sono esclusi e questo viene specificato nelle liberatoria firmata dalle parti.
In sede penale una eventuale denuncia è invece sempre fattibile.

Riguardo alla sentenza e alle motivazioni prese più che un "arbitrato secondo diritto" ovvero applicazione delle norme del nostro codice civile... almeno in questo caso sembrerebbe un "arbitrato secondo equità".. o almeno spero che le motivazioni siano state basate su criteri equitativi, altrimenti si tratterebbe di ignoranza (legale)  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: HSH il 13 Giugno 2007, 10:05:35
Quoto u testo che gira su altri forum... vorrei la vs opinione sulla veridicità, in effetti ne avevo sentito parlare anche dai TG

[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]C'è un grosso problema per chi usa internet per scaricare, basta anche un semplice mp3.

E' cominciato tutto ai primi di maggio 2007 con l'invio di quasi 4.000 raccomandate con le quali uno studio legale Bolzanino,  Mahlknecht & Rottensteiner, vedi qui, per la Peppermint piccola casa discografica tedesca, chiede 330 euro di risarcimento a utenti di Telecom Italia, colti a condividere file di questa piccola azienda discografica tedesca (quasi tutti con emule/edonkey).


Gli utenti sono stati identificati tramite un software della svizzera Logistep (che Peppermint ha usato su reti peer to peer) e con una sentenza del Tribunale di Roma. Il quale ha costretto Telecom Italia a rivelare l'identità degli utenti sulla base dell'Ip e altri dati rilevati da Peppermint.

Si scopre ora che questo era solo l'inizio: presso il Tribunale di Roma sono stati depositati tre analoghi procedimenti cautelari, per scoprire l'identità di utenti di Telecom, Tiscali e Wind.


Uno da parte ancora di Peppermint e due dell'azienda polacca di videogiochi Techland. Se il Tribunale, anche in questo caso, darà ragione a Peppermint, bisogna aspettarsi altre lettere di risarcimento che arriveranno a utenti italiani.


Nel frattempo si è scoperto che il Tribunale di Roma, tra la fine di Aprile e l'inizio di Maggio, aveva accolto le richieste della CDV e della Peppermint per darsi consegnare dai Provider i nominativi di migliaia di italiani che hanno scaricato due giochi della CDV ed un altro Mp3 della Peppermint, sempre sulla base degli Ip forniti originariamente dalla Logistep.
E ancora: lo studio legale che gestisce la faccenda delle lettere ha parlato di ALTRE richieste di risarcimento giunte al suo studio.

Sono i primi casi del genere in Italia: finora l'industria discografica ha evitato di chiedere risarcimenti, a noi downloader, ed è passata direttamente a denunciare l'utente.

Peppermint invece promette di non denunciarlo, se questi paga e cancella i file incriminati. Anche se le lettere delle altre case al momento non sono ancora arrivate, lo stesso discorso vale anche per loro, dal momento che la Peppermint è solo la capofila.[/quote]
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: GIL GRISSON 82 il 13 Giugno 2007, 10:11:25
SE e' vero, e' solo un modo per far soldi e farsi pubblicita' di una mediocre casa discografica...
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 13 Giugno 2007, 10:28:45
Si tratta sempre della vicenda Peppermint.. e queste informazioni sono ormai vecchie..

E' vero che il Tribunale di Roma aveva ordinato a Telecom e altri Provider di fornire alcuni IP.

E' vero che i provider hanno già fornito gli IP richiesti.

E' vero che sono state mandate le raccomandate.

E' vero che alcuni utenti hanno deciso di pagare pur di assicurarsi una - presunta- incolumità.

E' anche vero che finora la questione non è ancora stata giudicata dal punto di vista della tutela della privacy e anzi ultimamente il Garante per la Privacy si è costituito contro i Provider che avevano fornito gli IP.

Questi i fatti...
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: HSH il 13 Giugno 2007, 10:58:05
Ma quindi con peerguardian aggiornato e se non si sono scaricati quelgi artisti, dovremmo essere al sicuro?
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 13 Giugno 2007, 11:28:41
Se non sono state scaricate le canzoni degli artisti Peppermint... non ci sono problemi..

del resto le raccomandate sono già arrivate da un pezzo    

ricordo cmq  che ovviamente si tratta di materiale protetto da copyright e il download è REATO PENALE in Italia

Adesso bisognerà considerare la questione della violazione della privacy... e altre questioni relative all'efficienza e veridicità del sistema usato per raccogliere gli IP.

Informazioni sul caso Peppermint (http://santapepper.com/)

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Mr. Anderson il 07 Luglio 2007, 12:29:37
Ciao ragazzi,  oggi è arrivata anche a me la lettera dalla Peppermint riguardo i 330€ da pagare come penale per aver scaricato un file di mousse t...


Qualcuno di voi l'ha ricevuta?

Ha pagato?
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 08 Luglio 2007, 03:28:13
Non si tratta di una vera penale è solo una "richiesta risarcitoria" da parte di uno studio legale che rappresenta una piccola casa discografica.... l'eventuale pagamento potrebbe metterti al riparo da eventuali procedimenti in sede civile ma non ha alcun valore in sede penale (e il download e la condivisione di file protetti da diritto d'autore è reato penale).


Ti segnalo un iniziativa ALTROCONSUMO:



http://www.altroconsumo.it/map/src/171423.html (http://www.altroconsumo.it/map/src/171423.html)
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]L'associazione indipendente di consumatori ritiene inoltre necessaria un'interpretazione autentica da parte del Garante dei limiti entro i quali possa applicarsi la deroga che consente di travolgere il diritto alla privacy degli interessati, previsto dal Codice in materia di protezione dei dati personali per far valere o difendere un proprio diritto in sede giudiziaria, ciò anche in vista del ripetersi di analoghe iniziative ad opera della stessa Peppermint e/o di altri soggetti.

L'associazione continuerà a fornire gratuitamente a tutti coloro che ne faranno richiesta, attraverso la casella e-mail peppermint@altroconsumo.it, un avvocato che li patrocinerà davanti al Garante della Privacy.[/quote]

In pratica ti conviene inviare a loro una e-mail (non comporta alcun costo) all'indirizzo peppermint@altroconsumo.it , in cui indichi i tuoi dati e fornisci un numero di telefono, al quale ti richiameranno per fornirti informazioni su quanto loro (come associazione) stanno già facendo e riguardo cosa hanno già deciso le altre persone nella tua condizione che si sono già rivolte a loro.


Solo una cosa mi sembra strana... la tempistica.. a te la raccomandata è arrivata davvero tardi, controlla per bene il mittente e la data di spedizione (fai una ricerca in rete, troverai dei fac-simile con cui confrontare).
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Mr. Anderson il 09 Luglio 2007, 10:45:22
Citazione di: mattia.pascal
Non si tratta di una vera penale è solo una "richiesta risarcitoria" da parte di uno studio legale che rappresenta una piccola casa discografica.... l'eventuale pagamento potrebbe metterti al riparo da eventuali procedimenti in sede civile ma non ha alcun valore in sede penale (e il download e la condivisione di file protetti da diritto d'autore è reato penale).


Ti segnalo un iniziativa ALTROCONSUMO:

http://www.altroconsumo.it/map/src/171423.html (http://www.altroconsumo.it/map/src/171423.html)
In pratica ti conviene inviare a loro una e-mail (non comporta alcun costo) all'indirizzo peppermint@altroconsumo.it , in cui indichi i tuoi dati e fornisci un numero di telefono, al quale ti richiameranno per fornirti informazioni su quanto loro (come associazione) stanno già facendo e riguardo cosa hanno già deciso le altre persone nella tua condizione che si sono già rivolte a loro.
Solo una cosa mi sembra strana... la tempistica.. a te la raccomandata è arrivata davvero tardi, controlla per bene il mittente e la data di spedizione (fai una ricerca in rete, troverai dei fac-simile con cui confrontare).

grazie mattia per le info, dunque da quello che ho capito è una seconda ondata di lettere che stanno mandando, da altri siti leggo che già decine di persone ne hanno ricevuta una nella giornata di sabato, me compreso... ahimè...


Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 09 Luglio 2007, 11:02:01
Si è una seconda ondata, ne parla oggi il sito Punto Informatico: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2035121 (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2035121)
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 18 Luglio 2007, 10:12:44
Piccolo aggiornamento da questo sito: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=10815 (http://www.tomshw.it/news.php?newsid=10815)

Il caso peer to peer Peppermint (allargato anche a Techland) continua e fa segnare un interessante colpo di scena, che sembra spostare gli equilibri in favore degli utenti "spiati" e raggiunti da raccomandate richiedenti una somma di risarcimento per i contenuti coperti da copyright condivisi:

"Il Centro Giuridico Adiconsum è venuto a conoscenza della pubblicazione, da parte del Tribunale Civile di Roma, nelle persone dei Giudici Paolo Costa e Antonella Izzo, di due importantissime ordinanze con cui i suddetti hanno rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom". Così esordisce sul suo sito l'Adiconsum.

"I giudici non hanno ritenuto fondate le istanze volte ad ottenere gli indirizzi fisici dei consumatori italiani che da tempo sono stati sottoposti ad una sorta di spionaggio telematico da parte della Società Logistep, associata alle ricorrenti".

Paolo Landi di Adiconsum ha commentato: "Far rispettare la legge sulla privacy non deve essere un compito solo delle Associazioni dei Consumatori, ma anche degli operatori telefonici".

L'Associazione italiana per la difesa del consumatore dichiara tuttavia che la battaglia non è vinta:

"Ma la battaglia non può considerarsi definitivamente vinta: ancora molti sono i procedimenti pendenti dinanzi al Tribunale Civile di Roma, in cui Adiconsum interverrà per insistere nel sollevare questione di illegittimità costituzionale dell'art. 156bis legge Diritto d'Autore.

Oggi, mercoledì 18 luglio, sarà una giornata fondamentale per ulteriori decisioni in merito, in quanto Adiconsum è presente in due distinti giudizi tra Peppermint e Wind e tra Peppermint e Tiscali".

Restate sintonizzati, cercheremo di riportarvi aggiornamenti sulla vicenda non appena disponibili.

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 18 Luglio 2007, 12:01:20
E' un aggiornamento molto interessante.... grazie Cris.

Vedremo cosa succederà per i procedimenti ancora pendenti..

Riporto un comunicato stampa del SEN. FIORELLO CORTIANA - CONSULTA SULLA GOVERNANCE DI INTERNET, che personalmente ho trovato interessante:

"LA MAGISTRATURA HA ACCOLTO LE ARGOMENTAZIONI DEL GARANTE DELLA PRIVACY NEL CONTENZIOSO PEPPERMINT-TELECOM CHE RIGUARDA DECINE DI MIGLIAIA DI UTENTI INTERNET ITALIANI. IL PRONUNCIAMENTO DELLA MAGISTRATURA ITALIANA CHE INIBISCE PEPPERMINT E CHIUNQUE ALTRO DALL'ATTUARE IL MONITORAGGIO IN RETE E' IMPORTANTE PERCHE' SEGNA UN PRINCIPIO GIURISPRUDENZIALE: LA RETE DI INTERNET NON E' LA TERRA DI NESSUNO DOVE OGNUNO SI FA GIUSTIZIA DA SE', ANCHE IN RETE VALGONO I DIRITTI DI CITTADINANZA E ANCHE IN RETE TOCCA ALLA MAGISTRATURA E ALLE FORZE DELL'ORDINE METTERE IN ATTO INCHIESTE NEL RISPETTO DELLA LEGGE. ORA QUELLO CHE SI STAVA CONFIGURANDO COME UNO SPAMMING ESTORSIVO TROVA UNA ROBUSTA INTERRUZIONE. SAREBBE STUPIDO DIRE CHE HA VINTO LA PIARATERIA, PIUTTOSTO HANNO VINTO IL DIRITTO E LE GARANZIE PREVISTE DALLA LEGGE PER TUTTI I CITTADINI, FAMOSI O MENO CHE SIANO. ORA NON OCCORRE ESITARE OLTRE PER CAMBIARE LA "LEGGE URBANI" AFFINCHE' I MODELLI DI BUSINESS PRENDANO CORPO NEL RISPETTO DELLA NATURA DI CONDIVISIONE DELLA RETE COME IMPRESA COGNITIVA COLLETTIVA"
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 18 Luglio 2007, 13:39:44
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]LA RETE DI INTERNET NON E' LA TERRA DI NESSUNO DOVE OGNUNO SI FA GIUSTIZIA DA SE', ANCHE IN RETE VALGONO I DIRITTI DI CITTADINANZA E ANCHE IN RETE TOCCA ALLA MAGISTRATURA E ALLE FORZE DELL'ORDINE METTERE IN ATTO INCHIESTE NEL RISPETTO DELLA LEGGE.[/quote]

Sul comunicato stampa, ma su questa frase in particolare, ci sarebbe da discutere per un bel po'. Certo che vive davvero in una terra di sogni questo Fiorello Cortiana. Sto leggendo un libro scritto da Kevin Mitnick, il più leggendario hacker d'America -e forse del mondo-, che dice chiaramente che "chiunque creda di essere al sicuro in Internet vive in un mondo d'illusione". E' sufficiente sapere che siamo sempre spiati, e le raccomandate ne sono la prova. Se uno ha conoscenze sufficienti può facilmente aggirare la sicurezza, e scoprire cose che normalmente non verrebbero dette.

Comunque questo post è OT, e volevo dire la mia su quello che aveva detto il senatore.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 18 Luglio 2007, 15:18:05
Non credo sia un POST OT... anzi da modo di fare un importante precisazione...

E' vero che nella rete internet non esiste la sicurezza, è vero che qualsiasi hacker con "conoscenze sufficienti può facilmente aggirare la sicurezza, e scoprire cose che normalmente non verrebbero dette"..

Ma è anche vero che in questi casi stiamo parlando di azioni illegali.

A prescindere dal fatto che un hacker possa essere scoperto e punito o meno, il suo comportamento è contro la legge.. potrà anche "rivendere" le informazioni acquisite a società più o meno legali (e in questi casi la probabilità di essere scoperto potrebbe aumentare) ma si tratterà sempre di informazioni acquisite illegalmente e quindi non potranno valere come "prova" di alcun genere in un procedimento legale.

Nel caso Peppermint invece le raccomandate sono arrivate solo perchè un tribunale ha autorizzato la diffusione da parte dei provider degli indiririzzi IP e dei dati ad essi collegati.
Considerando che in Italia le intercettazioni telematiche che consentono di individuare, nella rete internet, potenziali responsabili di violazioni alla legge sul diritto d'autore, possono essere condotte, ai sensi dell'art. 266 ss. c.p.p., esclusivamente dagli ausiliari di polizia giudiziaria, dunque non autonomamente da privati... in questo caso si sta verificando una sostituzione dei privati nei confronti dei Pubblici Poteri.
Le garanzie stabilite per legge sono, ovviamente, per la tutela dei privati, "aggirare" in qualsiasi modo queste garanzie vuol dire creare una sorta di polizia privata che, forte della propria predominanza economica, può fare praticamente tutto quello che vuole con i dati sensibili degli utenti.

Creare delle leggi e regole ben precise e attuali anche nel mondo della rete è oggettivamente una necessità.

Credo che a questo si riferisse Cortiana nel suo comunicato.
E' poi vero, così come nella vita reale, che le leggi e regole possono essere infrante in vario modo.. ma questo non può (e non deve) in alcun modo influenzare la volontà di creare regole certe, attuali, proporzionate e "giuste" riguardo un settore che è ormai diventato così importante come quello della rete internet.

Cmq l'espressione Spamming estorsivo mi piace... la metto nel sottotitolo.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 25 Luglio 2007, 08:39:54
In questa pagina potete trovare l'ordinanza del Tribunale di Roma sulla vicenda Peppermint.

http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/171883.htm (http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/171883.htm)

Esimio Avv. Mattia ci illumini.  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 25 Luglio 2007, 11:09:15
In altre parole -se ho capito bene- l'ordinanza obbliga gli organismi come la Logistep (che raccoglieva gli indirizzi IP) e la Peppermint (che li utilizzava) a rispettare il diritto alla privacy telematica degli utenti.
Non possono più utilizzare gli IP degli utenti, neanche, come spiegano, in quella giudiziaria.
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Continuiamo a ritenere che il caso Peppermint sia un esempio concreto della necessità ormai urgente di una modifica legislativa della legge sul diritto d'autore: è necessario che siano finalmente contemperati equamente anche i diritti e gli interessi dei consumatori e della loro privacy oltre che quelli dei detentori della proprietà intellettuale.[/quote]
E questa è la parte più spinosa. Far collidere interessi delle compagnie e degli utenti mi sembra la cosa più difficile in questo frangente. Probabilmente si potrebbe abbassare il prezzo medio di un prodotto discografico... ma a che servirebbe quantdo in Internet c'è musica gratis?
E allora andrebbero fatti controlli più severi... ma si dovrebbero fare sugli IP o sui provider, tuttavia l'ordinanza è chiara ed esclude questo tipo di raccolta di informazioni.

L'ho sempre detto che le leggi sono troppe... se devo dire la verità, voglio proprio vedere come usciremo da questo tipo di situazioni.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 25 Luglio 2007, 15:27:28
E' molto interessante la motivazione... come diceva MsZ in pratica  l'ordinanza riafferma l'applicazione della disciplina per il trattamento dei dati personali al caso in questione.... si verifica dunque la "ri-espansione" della tutela già prevista anche a casi che presentano le caratteristiche in questione.

Ricordo che nella fattispecie il punto era - detto in maniera molto semplice- se il titolare di un diritto (in questo caso parliamo del diritto d'autore, in senso lato naturalmente... essendo Peppermint solo rappresentante dei suoi artisti) potesse andare contro e superare le norme che proteggono il diritto alla privacy.
C'era quindi una contrapposizione tra due diversi diritti che in qualche modo andavano a contrastarsi.

In questi casi occorre dunque stabilire quale dei due diritti debba sovrastare, le case discografiche rifacendosi all'ormai famoso IPRED1 avevano interpretato la questione basandosi sulla convinzione che la norma comunitaria autorizzasse per la salvaguardia del diritto d'autore la possibilità di sovrastare qualsiasi altro diritto.

Di ben altro avviso era il Garante per la Privacy:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]il trattamento dei dati personali relativi alle connessioni dei servizi telematici della c.d. società dell'informazione rimaneva circoscritto e limitato alle sole indagini penali condotte da autorità pubbliche direttamente preposte alla sicurezza e difesa nazionale, e che ogni diversa soluzione contrastava con i diritti fondamentali alla riservatezza e segretezza delle comunicazioni, come affermato e garantito dai principi costituzionali e del diritto comunitario, oltre che dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

In buona sostanza, osservava che la compressione di tali diritti poteva avvenire, con connotati di proporzionalità, solo in relazione alla salvaguardia di beni giuridici di superiore valore Tutelati dalla normativa penale.[/quote]

Constatando l'infondatezza dell'istanza cautelare già presa, il tribunale accoglie quindi le motivazioni del Garante:

Il diritto alla privacy può essere compresso ma solo a favore della protezione di un diritto considerato proporzionalmente "più importante" e quindi solo nel caso degli illeciti più gravi.... la valutazione non è logicamente oggettiva ma si riferisce a una catalogazione dei diritti già svolta, sviluppata e diffusa nella dottrina giuridica.

Si tratta di una semplice ordinanza.... la questione ovviamente non finirà qui.. ci saranno ricorsi ed è davvero difficile ipotizzare la fine della vicenda.


Quanto invece al trovare una normativa generale che contemperati equamente i diritti consumatori e quelli dei detentori della proprietà intellettuale, la questione è sicuramente spinosa ma tecnicamente non è certo impossibile, se ci fosse una reale buona volontà (politica) del legislatore basterebbe rifarsi a norme e interpretazioni già date in altri paesi.

Il DRM, le tasse sui supporti ecc... hanno dimostrato la loro inutilità, abbassare i prezzi dei prodotti discografici IMHO potrebbe essere una buona soluzione.
Tutto sommato sarebbero molte le persone che con dei prezzi più bassi potrebbero preferire di evitare possibili multe o pene e comprare oppure persone (in cui mi immedesimo) che preferiscono avere un prodotto curato anche esteticamente e qualitativamente piuttosto che una semplice copia... e che sono sicuramente disposte a comprare... ma a un prezzo proporzionato ed onesto.

Dal punto di vista tecnico noi in Italia siamo ancora sotto il peso della legge Urbani che, ricordo, parifica la condotta dei privati a chi scarica per uso commerciale.. comminando sanzioni penali in ogni caso.

La cosiddetta IPRED2, sembra poter superare questo stato di fatto:

[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Gli Stati membri provvedono a qualificare come reato qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale, la  complicità e l'istigazione della violazione stessa .

per "violazione su scala commerciale" si intende la violazione di un diritto di proprietà intellettuale commesso per ottenere un vantaggio commerciale; ciò esclude atti compiuti da un utilizzatore privato per fini personali e non di lucro;

per "violazione intenzionale di un diritto di proprietà intellettuale" si intende la violazione deliberata e cosciente del diritto in oggetto allo scopo di ottenere un vantaggio economico su scala commerciale;[/quote]
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc...+DOC+XML+V0//IT (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P6-TA-2007-0145+0+DOC+XML+V0//IT)

Questo e il permettere solo alle Forze dell'Ordine di condurre indagini (aspetto però poco chiaro anche nell'IPRED2) sarebbero due grandi passi avanti nella ricerca di una disciplina che davvero vuole tutelare tutte le parti.


[div align=\"center\"]__________________________[/div]


Citazione di: Cris 71
Esimio Avv. Mattia ci illumini.  

Eh.... magari Cris... mi ci vuole ancora un po' per arrivare a quel titolo  
.... e in questo caso il post count non aiuta  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 25 Luglio 2007, 17:42:30
Sei sulla buona strada  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 01 Agosto 2007, 08:39:14
Peppermint, presentato il secondo maxireclamo

Roma - Nuovo passo della vicenda Logistep-Peppermint: ieri Altroconsumo ha depositato al Garante della privacy il secondo maxireclamo contro Peppermint e Logistep, sostenendo l'illegalità del trattamento dei dati personali di 73 utenti.

L'Associazione dei consumatori, che a fine giugno aveva presentato il primo reclamo, ha finora assistito 88 consumatori in quella che definisce "vicenda di intimazione arbitraria, giunta a pioggia a migliaia di consumatori italiani, a pagare 330 euro per un'ipotetica condivisione di file in Rete".

La vicenda, come noto, nasce dal fatto che Logistep, per conto di Peppermint, ha reperito sulle reti di sharing una quantità di indirizzi IP ai quali ha associato l'ipotetica attività illegale di scambio di file i cui diritti sono appunto di Peppermint. Su queste basi sono stati richiesti, ed ottenuti in un primo momento, i nominativi di quegli utenti corrispondenti agli IP rilevati, ai quali è stata poi trasmessa una raccomandata con la richiesta di un pagamento forfetario per chiudere la vicenda.

"Per Altroconsumo - ribatte però l'associazione - non c'è coincidenza tra indirizzo IP, titolare dell'utenza telefonica e il presunto pirata, dunque la richiesta dei legali di Bolzano è priva di fondamento. Prova ne siano alcuni casi segnalati ad Altroconsumo: l'ingiunzione giunta ad un consumatore ottuagenario, defunto, della provincia di Torino, o quella giunta a un utente non vedente, che per sua stessa dichiarazione non ha mai navigato in Rete".

"A fronte del trattamento illecito dei dati personali svolto dalla Peppermint - insiste Altroconsumo - l'associazione indipendente di consumatori imposterà un'azione risarcitoria contro la casa discografica. I consumatori possono segnalare la propria storia a peppermint@altroconsumo.it".

da Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2050064) di oggi
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 13 Settembre 2007, 11:44:43
E' stata assegnata alla Commissione Cultura della Camera la proposta di legge riguardante il p2p presentata da Marco Beltrandi (Rosa nel Pugno).

Qui (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2063273) tutti i dettagli;

e qui (http://www.camera.it/_dati/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=15PDL0032010) il testo completo della proposta.

Da Punto Informatico di oggi.  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 13 Settembre 2007, 14:26:34
Purtroppo una delle cose che ho notato e che ho sempre avuto la tristezza di constatare è che quando si legalizza qualcosa cominciano i controlli e la burocrazia...

...staremo a vedere.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 14 Settembre 2007, 01:46:01
Sono d'accordo.. anche se, a voler essere pignoli, il P2P è già legale  

La notizia è molto interessante, da una lettura veloce al testo...

sono sicuramente da apprezzare le considerazioni iniziali, definizione di P2P, disinformazione dei rappresentanti politici, concezione anacronistica della tutela del diritto d'autore e le considerazioni sull'effettivo danno sociale del P2P.
Poi le solite cose sullo scopo di lucro e sul fatto che il «peer to peer» non è illegale di per sé.
Peccato che l'analisi si ferma cronologicamente ai tempi di Kazaa e che trattandosi del Senato mi piacerebbe capire quanti effettivamente hanno capito qualcosa del bel discorso.  

Comunque ci sarebbero un paio di cose da chiarire, il punto della proposta è:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Il diritto esclusivo di autorizzare le persone fisiche che pongono in essere attività di scambio e di condivisione ... per fini personali e senza scopo di lucro a mettere a disposizione del pubblico ... le opere scambiate e condivise ... , è esercitato dai titolari dei diritti d'autore e dai detentori dei diritti connessi attraverso la Società italiana degli autori ed editori o altre società di gestione collettiva ...[/quote]
quindi in pratica... decidono le major cosa è legale scambiarsi e nessuno può intervenire nella scelta
e
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]La riproduzione .. è consentita ai terzi quando questi acquisiscono il fonogramma o il videogramma da un soggetto autorizzato a comunicare al pubblico ai sensi dell'articolo 180-ter. Fatto salvo quanto previsto dal periodo precedente, la riproduzione di cui al citato comma 1 non può essere effettuata da terzi.[/quote]
naturalmente viene anche deciso chi può condiviere e chi no

Già queste cose e soprattutto il fatto che inevitabilmente questo "sistema di diffusione" sarebbe sicuramente facilmente da controllare e gestire "dall'alto" mi sembrano piuttosto distanti dalla "filosofia" del P2P

Si parla di licenze collettive, IMHO  l'aspetto migliore della proposta sarebbe l'introduzione di un nuovo concetto di licenza... utile non solo per il P2P ma + in generale per il mondo informatico.

Comunque, sempre IMHO, è davvero molto interessante la seconda pagina dell'articolo su P.I. per avere una visione d'insieme http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2063273&p=2 (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2063273&p=2)
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 28 Settembre 2007, 11:18:36
Altre novità, posto solo il link perchè sono tre pagine ma molto interessanti.

Aspetto commenti da Mattia e da tutti gli altri  

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2075729 (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2075729)

Ciao  
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Blackhawk979 il 28 Settembre 2007, 17:11:41
Operazione condotta dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza Musica sul Web: multe per 8,5 milioni Sanzione record a sette persone denunciate per violazione della legge sul diritto d'autore: 110mila opere sequestrate.MILANO - Una multa record, di oltre 8,5 milioni di euro, è stata comminata a diverse persone che scambiavano illegalmente file musicali su Internet. L'operazione condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo, con l'ausilio tecnico della Federazione contro la Pirateria Musicale, si inquadra in un contesto di prevenzione e repressione del fenomeno della illecita diffusione di materiale coperto da copyright. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, si sono svolte in diverse regioni d'Italia, tra cui Lombardia, Piemonte e Lazio, e hanno portato a smantellare definitivamente un network denominato "Discotequezone" e a denunciare i gestori della rete di condivisione «peer to peer».
MIGLIAIA DI UTENTI COINVOLTI - Migliaia di utenti potevano accedere alla rete illegale mettendo in comune brani musicali, film e altro materiale tutelato dal diritto d'autore. Alle sette persone denunciate per violazione della legge sul diritto d'autore sono state comminate sanzioni per oltre 8.500.000 Euro.
110MILA OPERE - Durante le indagini sono stati sequestrati cinque server (si tratta di computer progettati per il funzionamento delle reti), nonché due siti internet attraverso i quali migliaia di utenti potevano accedere a brani musicali, opere cinematografiche e software. Nei personal computer e nel materiale hardware sequestrati sono state complessivamente rinvenute circa 110.000 opere detenute e messe in condivisione in violazione della legge 633/41 sul diritto d'autore, per la maggior parte MP3, ma anche numerosi film di recentissima programmazione illecitamente riprodotti. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di denunciare due degli indagati anche per detenzione di materiale pedo - pornografico. Nei loro computer sono stati rinvenuti dei veri e propri archivi dove erano stati minuziosamente catalogati centinaia di video e foto illegali, alcune delle quali dal contenuto particolarmente cruento, ritraenti bambini dell'apparente età tra i 5 e i 10 anni nel ruolo di attori inconsapevoli con mani e piedi legati durante abusi sessuali perpetrati da adulti.
A MILANO ASSOLTO UN UTENTE: «SOLO USO PERSONALE» - Un elettricista di 29 anni che aveva scaricato musica da Internet nel 2004 è stato assolto dai giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano, perchè, ha accertato il processo in aula, si trattò di uso personale e non a fini di profitto. Il pm aveva chiesto la condanna a 7 mesi di reclusione. I brani scaricati erano 120. Il processo è durato 10 udienze. Al giovane fu perquisita l'abitazione dalla polizia postale e venne sequestrato il computer che non gli è stato ancora restituito. Tra 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.
28 settembre 2007
Corriere.it
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 28 Settembre 2007, 17:43:44
@ Blackhawk979

Si tratta di un caso simile se non identico a quello della famosa sentenza della Cassazione che riguardava degli studenti torinesi.... solo che in questo caso i fatti si sono svolti dopo l'emanazione del decreto Urbani e quindi ricadono nella fattispecie.
Qui l'altra sentenza http://www.emuleitalia.eu/index.php?...mp;#entry158538 (http://www.emuleitalia.eu/index.php?showtopic=18224&st=0&p=158538&#entry158538)

Le multe sono state date ai gestori della rete di Server e siti che avevano creato:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Alle sette persone denunciate per violazione della legge sul diritto d'autore sono state comminate sanzioni per oltre 8.500.000 Euro. [/quote]
Il fatto che abbiano trovato anche materiale pedo - pornografico non mi fa certo provare nessuna "solidarietà" nei loro confronti (sempre che sia vero).

Più interessante sembrerebbe l'altra notizia "A MILANO ASSOLTO UN UTENTE: «SOLO USO PERSONALE»" ma non ci sono riferimenti di alcun genere.. difficile parlarne.

@Cris

Sembra molto interessante... un attimo che mi leggo il malloppone..
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 28 Settembre 2007, 19:29:17
Interessante l'articolo di P.I., anche se naturalmente si parla di un "progetto di progetto", l'articolo però è in effetti lungo e forse non troppo chiaro.

Sintetizzando:
il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore è un organo con potere consultivo (pareri non vincolanti) ovvero "provvede allo studio delle materie attinenti al diritto di autore ad esso connessi e dà pareri sulle questioni relative quando ne sia richiesto dal Ministro" dei Beni Culturali.
Il documento è rivolto naturalmente al (neo)Presidente ed è redatto da soggetti che si considerano "appartenenti a diversi gruppi" "rappresentanti dei fruitori delle opere intellettuali", la richiesta di rappresentanza è stata accolta da parte del Comitato e quindi si è passati alla discussione delle proposte.
Ora bisognerà vedere come e se le proposte verranno vagliate dal Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore e se trasmesse al Ministro se potranno essere alla base di una riforma o altro intervento normativo.

Il meccanismo è complesso e un po' artificioso, ma fa parte del "dibattito Istituzionale" e già il fatto che queste proposte siano al vaglio è una cosa positiva.

Venendo alle proposte, mi sembra che siano molto complete e che rispecchino bene le aspettative degli interessati:

Maggiore potere contrattuale degli autori nei confronti degli editori/produttori
mi sembra giusto tutelare non solo major e utenti, ma anche chi ha creato veramente l'opera

Durata del Copyright
14 anni per tutte le opere ad eccezione
opere che richiedono grossi investimenti (film, enciclopedie ecc.), a cui sarà permessa un'eventuale estensione gratuita a 28 anni
opere strumentali soggette a frequente revisione come il software, (l'hardware, )la documentazione tecnica, i manuali scolastici, i saggi ecc. a cui è consentita la tutela per un massimo di 3 anni per ogni versione rilasciata, senza possibilità di ulteriori estensioni; i diritti sulla versione precedente decadono e l'opera diventa di pubblico dominio.
la durata dei diritti d'autore non potrà superare i 50 anni

Sicuramente una tutela più equa e differenziata dell'attuale che prevede 70 (in alcuni casi anche superati)

Decadimento del copyright
ipotesi di decadimento automatico dalla tutela autoriale
rendere di pubblico dominio le opere che non hanno più valore commerciale http://frontieredigitali.net/index.php/Pub...Enhancement_Act (http://frontieredigitali.net/index.php/Public_Domain_Enhancement_Act)

Watermarking
andrebbero vietati
http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_right...nt#Watermarking (http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management#Watermarking)

Peer-to-peer
trasmettere musica e film... soprattutto via sistemi P2P pagando una cifra equa alla SIAE
Naturalmente tale "canone" dovrebbe essere differenziato in base all'utilizzo a fini (prevalentemente) commerciali o (prevalentemente) no profit.
Tuttavia, va anche riconosciuto che su una rete P2P si può condividere materiale NON coperto da copyright.
necessità di prevedere dei contratti collettivi tra detentore/gestore dei diritti e associazioni/cooperative di consumatori

Non si può equiparare il file sharing al furto. Una chiara ed esplicita depenalizzazione del reato è assolutamente necessaria.
Crediamo che sia tempo di parlare di semplici "multe" per il P2P nello stesso modo in cui si parla di multe per divieto di sosta.

in pratica quello di cui parlavamo sopra, IMHO giustissima la depenalizzazione ma ho alcune perplessità sulle "licenze collettive"

Neutralità della Rete
Stabilire che i provider non possono e non devono intervenire sull'uso che i cittadini fanno della rete.
Un ottima proposta che si ricollega al discorso sulla Privacy.

Siae
Occorre trasformare gli organismi dirigenti di questi enti in assemblee rappresentative degli interessi di tutti gli attori del mercato, compresi gli utenti/fruitori.
Ehmm.... questa la vedo davvero difficile se non impossibile (IMHO)

Modifica del regolamento e dello statuto Siae
Il singolo autore o l'editore avranno comunque, nonostante il mandato alla Siae, la facoltà di autorizzare l'utilizzo dell'opera per scopi non commerciali, anche attraverso licenze
Come sopra...

Gestione della terna autore/opera/licenza (registrazione opere)
La diffusione di licenze "aperte" (Creative Commons e simili) subisce un sicuro rallentamento a causa del fatto che, per il consumatore, non esiste un modo semplice e attendibile di dimostrare che una certa opera è coperta da una di queste licenze. Il movimento CostoZero sta sviluppando un sistema web-based che permette di firmare digitalmente, registrare presso una terza parte, archiviare e pubblicare un'opera in formato digitale insieme alla sua licenza.
Molto interessante --> http://www.costozero.org/ (http://www.costozero.org/)

Ampliamento e applicazione del concetto del fair use (utilizzo legittimo)
depenalizzazione dell'attività di utilizzo personale delle opere dell'ingegno da parte dei singoli quando tali utilizzazioni creino un danno economicamente trascurabile

Diritti di copia a uso personale
Appare indispensabile affermare il principio in forza del quale chiunque possieda legittimamente un'opera originale, la copia o la rappresentazione di un'opera, su qualunque supporto essa sia, ha il diritto di farne copie illimitate su qualunque supporto e in qualsiasi formato e dimensione, per proprio uso strettamente personale
Credo sia inutile dire.... sacrosanto diritto!

Diritto di prestito gratuito
È sempre consentito il prestito gratuito di una o più copie di un'opera di cui si è in legittimo possesso.
Uhmmmmm....

Diritto di noleggio a pagamento

Esecuzione in ambito familiare o amicale
Sarebbe opportuno esplicitare un concetto di "esecuzione in ambito familiare od amicale", e quindi non soggetta a Siae, ovverosia quell'esecuzione o rappresentazione cui assiste un numero limitato di spettatori, a titolo gratuito e l'ambiente è adeguatamente confinato (chiuso). Questo permetterebbe, tra l'altro, di vedere un film o di ascoltare musica durante feste e piccole manifestazioni semi-private senza bisogno di altre autorizzazioni.
Credo sia una distinzione molto interessante.

Opere derivate

Libertà per fini di divulgazione, educativi o enciclopedici
Occorre consentire la libera utilizzazione di opere protette a fini educativi da parte delle scuole e delle università (anche sul web, nei corsi di e-learning, se l'accesso è consentito solo agli studenti).

Sarebbe un buon esempio di civiltà e progresso

Diritto di Panorama

Diritto di Cronaca

Limitazione dei Digital rights/restrictions management (Drm) e Trusted computing

I Drm e il Trusted computing rappresentano, per tutti noi fruitori, un insormontabile ostacolo tecnico nel far valere i nostri legittimi diritti di fair use. Basterebbe affermare il principio che è considerato illegale qualsiasi tentativo di limitazione, diretta o indiretta e attraverso qualunque mezzo, dei diritti di fair use, di rispetto bilaterale dei termini di una licenza e di fruizione delle opere che sono o che, scaduta la tutela autoriale, diverranno di pubblico dominio.
Punto lasciato per ultimo.... forse basterebbe il Diritti di copia a uso personale per il DRM, per il TC naturalmente ci sono troppi interessi in gioco ed è ancora un qualcosa che si deve completamente sviluppare ed espandere.

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 19 Ottobre 2007, 08:38:13
Altra news  

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092513 (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092513)
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 19 Ottobre 2007, 10:40:53
In altre parole, una "tassa sul collegamento".
Chi non ha intenzione di scaricare... la paga lo stesso.

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Fabrizius il 19 Ottobre 2007, 12:06:21
Citazione di: mattia.pascal
Interessante l'articolo di P.I., anche se naturalmente si parla di un "progetto di progetto", l'articolo però è in effetti lungo e forse non troppo chiaro.

Sintetizzando:
il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore è un organo con potere consultivo (pareri non vincolanti) ovvero "provvede allo studio delle materie attinenti al diritto di autore ad esso connessi e dà pareri sulle questioni relative quando ne sia richiesto dal Ministro" dei Beni Culturali.
Il documento è rivolto naturalmente al (neo)Presidente ed è redatto da soggetti che si considerano "appartenenti a diversi gruppi" "rappresentanti dei fruitori delle opere intellettuali", la richiesta di rappresentanza è stata accolta da parte del Comitato e quindi si è passati alla discussione delle proposte.
Ora bisognerà vedere come e se le proposte verranno vagliate dal Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore e se trasmesse al Ministro se potranno essere alla base di una riforma o altro intervento normativo.

Il meccanismo è complesso e un po' artificioso, ma fa parte del "dibattito Istituzionale" e già il fatto che queste proposte siano al vaglio è una cosa positiva.

Venendo alle proposte, mi sembra che siano molto complete e che rispecchino bene le aspettative degli interessati:

Maggiore potere contrattuale degli autori nei confronti degli editori/produttori
mi sembra giusto tutelare non solo major e utenti, ma anche chi ha creato veramente l'opera

Durata del Copyright
14 anni per tutte le opere ad eccezione
opere che richiedono grossi investimenti (film, enciclopedie ecc.), a cui sarà permessa un'eventuale estensione gratuita a 28 anni
opere strumentali soggette a frequente revisione come il software, (l'hardware, )la documentazione tecnica, i manuali scolastici, i saggi ecc. a cui è consentita la tutela per un massimo di 3 anni per ogni versione rilasciata, senza possibilità di ulteriori estensioni; i diritti sulla versione precedente decadono e l'opera diventa di pubblico dominio.
la durata dei diritti d'autore non potrà superare i 50 anni

Sicuramente una tutela più equa e differenziata dell'attuale che prevede 70 (in alcuni casi anche superati)

Decadimento del copyright
ipotesi di decadimento automatico dalla tutela autoriale
rendere di pubblico dominio le opere che non hanno più valore commerciale http://frontieredigitali.net/index.php/Pub...Enhancement_Act (http://frontieredigitali.net/index.php/Public_Domain_Enhancement_Act)

Watermarking
andrebbero vietati
http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_right...nt#Watermarking (http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management#Watermarking)

Peer-to-peer
trasmettere musica e film... soprattutto via sistemi P2P pagando una cifra equa alla SIAE
Naturalmente tale "canone" dovrebbe essere differenziato in base all'utilizzo a fini (prevalentemente) commerciali o (prevalentemente) no profit.
Tuttavia, va anche riconosciuto che su una rete P2P si può condividere materiale NON coperto da copyright.
necessità di prevedere dei contratti collettivi tra detentore/gestore dei diritti e associazioni/cooperative di consumatori

Non si può equiparare il file sharing al furto. Una chiara ed esplicita depenalizzazione del reato è assolutamente necessaria.
Crediamo che sia tempo di parlare di semplici "multe" per il P2P nello stesso modo in cui si parla di multe per divieto di sosta.

in pratica quello di cui parlavamo sopra, IMHO giustissima la depenalizzazione ma ho alcune perplessità sulle "licenze collettive"

Neutralità della Rete
Stabilire che i provider non possono e non devono intervenire sull'uso che i cittadini fanno della rete.
Un ottima proposta che si ricollega al discorso sulla Privacy.

Siae
Occorre trasformare gli organismi dirigenti di questi enti in assemblee rappresentative degli interessi di tutti gli attori del mercato, compresi gli utenti/fruitori.
Ehmm.... questa la vedo davvero difficile se non impossibile (IMHO)

Modifica del regolamento e dello statuto Siae
Il singolo autore o l'editore avranno comunque, nonostante il mandato alla Siae, la facoltà di autorizzare l'utilizzo dell'opera per scopi non commerciali, anche attraverso licenze
Come sopra...

Gestione della terna autore/opera/licenza (registrazione opere)
La diffusione di licenze "aperte" (Creative Commons e simili) subisce un sicuro rallentamento a causa del fatto che, per il consumatore, non esiste un modo semplice e attendibile di dimostrare che una certa opera è coperta da una di queste licenze. Il movimento CostoZero sta sviluppando un sistema web-based che permette di firmare digitalmente, registrare presso una terza parte, archiviare e pubblicare un'opera in formato digitale insieme alla sua licenza.
Molto interessante --> http://www.costozero.org/ (http://www.costozero.org/)

Ampliamento e applicazione del concetto del fair use (utilizzo legittimo)
depenalizzazione dell'attività di utilizzo personale delle opere dell'ingegno da parte dei singoli quando tali utilizzazioni creino un danno economicamente trascurabile

Diritti di copia a uso personale
Appare indispensabile affermare il principio in forza del quale chiunque possieda legittimamente un'opera originale, la copia o la rappresentazione di un'opera, su qualunque supporto essa sia, ha il diritto di farne copie illimitate su qualunque supporto e in qualsiasi formato e dimensione, per proprio uso strettamente personale
Credo sia inutile dire.... sacrosanto diritto!

Diritto di prestito gratuito
È sempre consentito il prestito gratuito di una o più copie di un'opera di cui si è in legittimo possesso.
Uhmmmmm....

Diritto di noleggio a pagamento

Esecuzione in ambito familiare o amicale
Sarebbe opportuno esplicitare un concetto di "esecuzione in ambito familiare od amicale", e quindi non soggetta a Siae, ovverosia quell'esecuzione o rappresentazione cui assiste un numero limitato di spettatori, a titolo gratuito e l'ambiente è adeguatamente confinato (chiuso). Questo permetterebbe, tra l'altro, di vedere un film o di ascoltare musica durante feste e piccole manifestazioni semi-private senza bisogno di altre autorizzazioni.
Credo sia una distinzione molto interessante.

Opere derivate

Libertà per fini di divulgazione, educativi o enciclopedici
Occorre consentire la libera utilizzazione di opere protette a fini educativi da parte delle scuole e delle università (anche sul web, nei corsi di e-learning, se l'accesso è consentito solo agli studenti).

Sarebbe un buon esempio di civiltà e progresso

Diritto di Panorama

Diritto di Cronaca

Limitazione dei Digital rights/restrictions management (Drm) e Trusted computing

I Drm e il Trusted computing rappresentano, per tutti noi fruitori, un insormontabile ostacolo tecnico nel far valere i nostri legittimi diritti di fair use. Basterebbe affermare il principio che è considerato illegale qualsiasi tentativo di limitazione, diretta o indiretta e attraverso qualunque mezzo, dei diritti di fair use, di rispetto bilaterale dei termini di una licenza e di fruizione delle opere che sono o che, scaduta la tutela autoriale, diverranno di pubblico dominio.
Punto lasciato per ultimo.... forse basterebbe il Diritti di copia a uso personale per il DRM, per il TC naturalmente ci sono troppi interessi in gioco ed è ancora un qualcosa che si deve completamente sviluppare ed espandere.


Ciao amici , io personalmente sono super favorevole al pagamento di una tassa aggiuntiva sul canone Adsl da erogare alla SIAE , purche' poi si possa scaricare in piena liberta' senza avere il timore di essere arrestati , magari con delle limitazioni tipo un numero presatabilito di file ,per esempio au..io, al mese , speriamo che la cosa passi , questo servira' a legalizzare finalmente il p2p .    
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 19 Ottobre 2007, 13:20:16
Si, ma chi non scarica si trova a dover pagare lo stesso la tassa.
E ciò non è poi tanto "equo". Uno già deve pagare il canone. Poi paga la tassa.

E poi cosa, ancora?
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Koje il 19 Ottobre 2007, 23:50:43
Citazione di: MsZ
Si, ma chi non scarica si trova a dover pagare lo stesso la tassa.
E ciò non è poi tanto "equo". Uno già deve pagare il canone. Poi paga la tassa.

E poi cosa, ancora?

completamente daccordo... e tra l'altro, chi fin'ora non avesse ancora usufruito del p2p in maniera illegale (come noi ad esempio  ),si sentirebbe in dovere di farlo, poichè si troverebbe a pagare tale "servizio/possibilità" senza potere di scelta!!!  e perchè si dovrebbe pagare qualcosa senza utilizzarlo?!?

Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 20 Ottobre 2007, 16:48:08
D'accordo anch'io sul fatto che questo principio sia difficile definirlo "equo"
Da quanto si capisce dal disegno di legge http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00278506.pdf (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00278506.pdf) più che una soluzione ispirata a principi di equità.... sembrerebbe più uno scambio:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]ad oggi, piu` di 8 milioni di cittadini scambiano contenuti coperti dal diritto d'autore,e una soluzione unicamente repressiva, come quella presente nell'ordinamento, non e` ne´ giusta, ne´ fattivamente applicabile. Il reato penale di condivisione di opere dell'ingegno,introdotto nell'ordinamento dal cosiddetto «decreto Urbani» .. non ha visto alcuna concreta applicazione. Serve invece assicurare la remunerazione della creativita` attraverso meccanismi automatici che spostino risorse da un comparto all'altro.[/quote]
e
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Il sistema proposto, di prelievi alla fonte e connesse abrogazioni di reati penali consente di avviare un nuovo, solido equilibrio tra comparto delle telecomunicazioni e produzione di opere cinematografiche e di opere dell'ingegno piu` in generale.[/quote]
Personalmente parto dal presupposto che un serio intervento normativo dovrebbe partire da una depenalizzazione del download e condivisione di file NON a scopo di lucro.

Qui invece si parte da un prelievo fiscale per poi arrivare (forse, visto che è un semplice disegno di legge) alla depenalizzazione.
Probabilmente è una frase scontata... comunque è il solito intervento normativo "all'italiana".
Qualsiasi serio legislatore partirebbe dall'attuale quadro normativo, ovvero dal decreto Urbani, e inizierebbe a modificare le anomalie e incongruità di questa legge... i principi a cui ispirarsi sono tutti contenuti in questo disegno di legge.
Ma noi siamo abituati alla "stratificazione" di più leggi sullo stesso argomento piuttosto che a fare tabula rasa e ripartire con un nuovo quadro legislativo.

Nello specifico, in questo disegno di legge:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Art. 4
1. L'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per le connessioni in banda larga e` ridotta al 10 per cento..
2.Sono sottoposti ad un prelievo dell'8 per cento sul valore netto del contratto i contratti di connettivita` in banda larga. Tale prelievo viene effettuato direttamente dai fornitori di servizi di connettivita` a banda larga
[/quote]
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]Art. 7 (Revisione del diritto d'autore)
1. Il pagamento del prelievo di cui all'articolo 4 da` titolo all'uso e alla distribuzione purche´ non a scopo di lucro dell'opera, a qualunque titolo essa sia stata acquisita per via telematica. Nella fattispecie non si applica quanto disposto dagli articoli 171, 171-bis, 174, 174-bis e 174-ter della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni.[/quote]
L'art 7 dispone in pratica la depenalizzazione.

Come dire... volete la depenalizzazione? Allora pagate alle major.


Non trovo equo che per avere una revisione legislativa basata su principi che vengono definiti necessari in questo stesso disegno di legge:
[!--quoteo--][div class=\'quotetop\']QUOTE[/div][div class=\'quotemain\'][!--quotec--]E` evidente la sproporzione tra l'atto materiale, condividere e scaricare una canzonetta o un film o un libro,e la sanzione.[/quote]
occorra pagare.

Ma tant'è... siamo in Italia, sono in ballo interessi economici enormi... stiamo parlando di reati penali...
La pillola da mandare giù per avere norme eque è pagare una tassa, potrei anche essere disposto a farlo (turandomi il naso) ma chi propone questa soluzione dovrebbe avere almeno l'onestà di chiarire che così facendo NON legifera.... ma mercanteggia, non crea regole per disciplinare interessi sociali  ma amministra semplicemente interessi economici.

Tutto questo naturalmente IMHO.
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: kapa6630 il 20 Ottobre 2007, 19:16:09
bisogna essere deficenti a chiedere soldi x una cosa scaricata da internet.........capisco magari ad un amico gratis ma alla gente x soldi e una puttxxxxta di m***a.......

xforza poi ti arrestano........
Titolo: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Walter il 20 Ottobre 2007, 21:09:03
Beh, per prima cosa dovresti moderare il linguaggio.

Come seconda cosa, il tuo punto di vista è abbastanza ambiguo. Ti stai riferendo forse alle opere protette da copyright o a quelle libere?

Citazionexforza poi ti arrestano
Quella montagna di carta e inchiostro che alcune persone chiamano "legge" da qualche parte dice chiaramente che, se scarichi illegalmente opere protette da copyright, sei punibile penalmente. C'è poco da fare. A meno che tu non lo faccia, non hai niente di cui preoccuparti.

Citazionebisogna essere deficenti a chiedere soldi x una cosa scaricata da internet
Hmmm.
Chiama "deficiente" anche la FSF e Richard Stallman, che grazie alle donazioni ed agli acquisti di libri e software free online mandano avanti un gigantesco movimento Open Source che, attualmente, mi risulta essere l'unica cosa che riesca ad opporsi allo strapotere di industrie mondiali del calibro della Microsoft. Stallman ha fatto una marea di cose nella sua vita, ed ora continua a combattere per la libertà di pensiero, creazione e diffusione di opere software nate dall'ingegno umano. Senza di lui oggi GNU non esisterebbe. (Immagino.)

Chiamalo deficiente.

Oppure chiama "deficiente" una persona che crea un software e lo mette in Internet, perchè magari, con gli introiti del software stesso, riesce a mandare avanti la sual miserabile esistenza. Prova a chiamare deficiente la Microsoft che, seppur bersagliata di critiche e maledizioni, è oggi una delle aziende più potenti del mondo. Prova a chiamare deficienti anche i RadioHead, i Nine Inch Nails o Jamiroquai.
Se sono riusciti ad arrivare dove sono ora, e hanno ciò che hanno ora, tanto deficienti non sono. Poco importa se li odi o li ami.

Come al solito, parlare è facile se non si sa ciò di cui si parla.
Titolo: Re: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: Cris 71 il 30 Gennaio 2008, 08:18:19
Notizia di oggi, vi posto il link perchè è un pò chilometrica..... :lol:

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2174405
Titolo: Re: CASO PEPPERMINT. P2P identificati quasi 4mila utenti italiani
Inserito da: mattia.pascal il 31 Gennaio 2008, 00:35:21
Notizia molto interessante... l'articolo è davvero lungo ma presenta aspetti molto seri da valutare nel giusto contesto, personalmente avrei intitolato : "La U.E. se ne lava le mani".

Negli ultimissimi tempi l'Unione Europea ha subito una battuta d'arresto per quanto riguarda la sua evoluzione politico/istituzionale, in pratica dalla mancata adozione della "Costituzione Europea".
Il problema è molto semplice, i singoli stati sono molto restii ad affidare parte della loro Sovranità Nazionale ad un'organismo comunitario (presumibilmente il Consiglio)... molte delle competenze sono già state delegate dai singoli Stati ma il vero passaggio sarebbe rappresentato dalla creazione di un'organismo rappresentativo di tutti i Paesi dell'Unione con poteri autonomi (praticamente quello che succede in ambito di rappresentatività all'interno di uno Stato democratico).

Questa credo sia solo un'espressione pratica della tendenza, la Corte di Giustizia Europea
Citazione
Ciò che la Corte sta dicendo è che i singoli paesi membri possono in qualsiasi momento dotarsi di normative capaci di bilanciare il diritto alla privacy e quello alla protezione antipirateria e lo suggerisce affermando che queste eventuali normative non saranno un problema per l'ordinamento comunitario.

quello che viene evidenziato è che le normative europee in materia non sono in grado di influenzare in maniera determinante le singole scelte del legislatore nazionale (sia che si decida di far prevalere il diritto alla privacy sia che si decida di far prevalere la protezione antipirateria).


Allo stato attuale noi in Italia possiamo consideraci fortunati in quanto il recente caso Peppermint e l'intervento del Garante fanno pendere nettamente l'ago della bilancia dalla parte della privacy (salvo casi che riguardano la protezione di diritti considerati di rango superiore ai meri interessi economici).
C'è solo da sperare che qualche "genio della legislazione" non decida di mettere mano alla normativa..... (http://img220.imageshack.us/img220/8880/unsureap6.gif)

Cmq viste alcune affermazioni della corte è probabile che se ne parlerà ancora molto in ambito europeo.



EDIT Modificato il titolo della discussione, il caso Peppermint è ormai storia, appena possibile aggiorno il primo post per mantenere questa come discussione di riferimento per questi argomenti. (http://img120.imageshack.us/img120/5659/iconsmilexv0.gif)
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 31 Gennaio 2008, 09:04:03
CitazioneAllo stato attuale noi in Italia possiamo consideraci fortunati in quanto il recente caso Peppermint e l'intervento del Garante fanno pendere nettamente l'ago della bilancia dalla parte della privacy (salvo casi che riguardano la protezione di diritti considerati di rango superiore ai meri interessi economici).

L' antipirateria non dovrebbe essere mossa da un interesse economico?
Io credo di si!!
In tal caso potrebbe essere spostato, seppur in maniera forzata, l'ago della bilancia dalla parte di quest'ultima?
Tramite le Major, ma soprattutto perché:

CitazioneIl Garante della privacy italiano non ha voluto prendere una posizione specifica sulla sentenza, limitandosi ieri a parlare di una linearità tra quella sentenza e le posizioni già espresse in passato dall'Autorità. Come si ricorderà, proprio nell'affare Peppermint e proprio in merito al trattamento dei dati degli utenti il Garante aveva scelto di costituirsi in giudizio per far chiarezza su questo punto decisivo.

E se questo dovesse diventare una regola?

Riporto degli "Spezzoni di un Post" (Particolarmente lungo :rolleyes:, per la gioia di Mc33) che mi hanno fatto arrivare a questa conclusione:

Citazione di: mattia.pascal il 26 Luglio 2007, 16:57:56Il diritto d'autore in sé è un giusto principio. Chi effettivamente crea qualcosa, a prescindere dalla effettiva validità artistica, ha diritto ad un compenso perchè il compenso è riferito al suo lavoro.

Il problema sono naturalmente le case produttrici e il mercato per come è organizzato ora... attualmente viene lasciato fin troppo potere in mano alle case produttrici che ovviamente se ne approfittano.
Come è già stato detto molte volte solo una minima parte del compenso pagato per un opera va effettivamente al suo creatore.

Citazione di: mattia.pascal il 26 Luglio 2007, 16:57:56è vero che le case produttrici si insinuano in questo rapporto e da intermediari o rappresentanti diventano quasi titolari... ma questo è un altro discorso che non può essere parificato al primo.
Se le case produttrici si comportano in maniera assurdamente scorretta (da ladri) non è certo infrangendo o instigando a commettere reati che si risolve la situazione.

Spero di essere riuscito a farmi capire in maniera adeguata :).

Ciao :D!!

Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 31 Gennaio 2008, 17:12:00
La protezione antipirateria è sicuramente mossa da interessi economici..

per semplificare possiamo vedere la questione come un confronto tra 3 diversi tipi di istituti:

diritto alla Privacy (diritto che riguarda la persona), diritto degli artisti a conseguire il giusto riconoscimento (diritto sulle opere dell'ingegno) interesse economico delle major.

Ovviamente esiste una sorta di gerarchia nel diritto per cui "sono più importanti" i diritti rispetto ai meri interessi e fra i diritti quelli relativi alla persona sono da tutelare maggiormente rispetto a quelli riguardanti "cose".
(Ho semplificato parecchio il discorso a costo di trascurare gli aspetti tecnici)

Il Garante si è già chiaramente espresso riguardo la tutela del Diritto alla Privacy che può essere compresso solo in caso di protezione di diritti di maggior rango (stiamo parlando di situazioni che riguardano esclusivamente casi come la pedofilia, il terrorismo...)

Non ha voluto prendere posizione perchè si tratta di una questione che principalmente riguarda il rapporto tra norme comunitarie e norme statali... ma ha già preso posizione proprio nel caso Peppermint.



Aggiornato il primo post.
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 08 Febbraio 2008, 12:38:19
Riguardo la recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea segnalo un parere leggermente diverso da quello proposto da IFPI ovvero quello di Altroconsumo:

P2P e UE, AltroConsumo risponde a IFPI (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2175689)

Fonte Punto Informatico (http://punto-informatico.it/)

Citazione di:  Punto Informaticoappare opportuno aggiungere al dibattito un punto di vista consumerista per chiarire, senza titubanze, che, a nostro avviso, la Corte di giustizia non ha affatto voluto incoraggiare gli Stati Membri a modificare le proprie normative per avvallare quella che viene ormai ribattezzata la Dottrina Sarkozy e che sarebbe deleteria per i consumatori ma anche per lo sviluppo del business online.
Dunque, stante il tenore della sentenza, naturalmente ora la questione passa di nuovo ad ogni singolo Stato Membro. Bene, ci sono Paesi, come ad esempio la Spagna e la Germania, in cui gli ISP possono essere costretti a rivelare i dati personali soltanto in procedimenti penali, a questi Paesi aggiungo l'Italia in cui - come giustamente ricorda PI - nel caso Peppermint (molto simile a Promusicae), il Garante per la Privacy è intervenuto davanti al Tribunale di Roma in due procedimenti civili d'urgenza e il Giudice, accogliendo le istanze proposte dal Garante, ha rigettato i ricorsi con i quali la Peppermint chiedeva di ottenere i nomi di migliaia di utenti di reti peer to peer proprio perché, operando nel caso di specie quel bilanciamento tra la tutela del diritto d'autore e la tutela della privacy richiamato dalla sentenza Promusicae, ha deciso che a prevalere doveva essere la seconda. Giova anche ricordare che Altroconsumo sta a tutt'oggi attendendo la decisione da parte dello stesso Garante della Privacy, presso il quale abbiamo promosso un maxireclamo in favore di circa 100 consumatori raggiunti dalla fatidica raccomandata intimatoria dell'avvocato altoatesino della Peppermint, perché fosse dichiarato illegittimo e lesivo del diritto alla privacy l'utilizzo da parte della Peppermint stessa del software della Logistep per rilevare gli indirizzi IP degli utenti.

Ritornando quindi al punto cruciale, Altroconsumo a differenza di IFPI ritiene, insieme al Garante della Privacy, che tali esempi positivi (Germania, Spagna, Italia, etc) incarnino la giusta e corretta interpretazione di quell'equilibrio tra la tutela del diritto d'autore e quella dei dati personali che la sentenza Promusicae rimanda ai singoli Stati Membri dover individuare.
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 08 Febbraio 2008, 16:59:47
Citazione di: junjee il 08 Febbraio 2008, 08:24:07La nuova offensiva legale potrebbe inoltre avviarsi anche sul fronte della privacy. La Corte di Giustizia Europea infatti ha dato formalmente il via libera a norme nazionali che obblighino i provider a fornire ai detentori dei copyright i nomi degli utenti P2P o l’indirizzo ip dei loro computer.

Per agire sui singoli utenti?
L'aspetto positivo è che si potrebbe limitare la Pirateria!!
L'aspetto negativo è che per dare forza ad una Norma, per rafforzare l'azione Anti-Pirateria si calpesterebbe la Normativa sulla Privicy!!

Citazione di: junjeeLa privacy è stata finora uno degli scogli su cui si sono infrante le richieste di procedimento penale, insieme alla natura ambigua dei siti incriminati: questi sono infatti  tuttora considerati solo ponti per l’accesso ad altri contenitori dove si trova il materiale da scaricare, posizione che tuttavia potrebbe non restare per molto una diga di sicurezza

Se ho ben capito, la Privacy viene considerata  "una diga di sicurezza"!!
Questo, a mio avviso, è un errore da non commettere: significherebbe, ripetendomi, tirarsi la zappa sui piedi!!
Almeno per come la vedo io, la Privacy è un Diritto da tutelare appunto per tutelare l'integrità morale di un uomo!!

Citazione di: WikipediaLa privacy si traduce spesso (nella sua originaria accezione difensiva) nella capacità di una persona (o di un gruppo di persone), di impedire che le informazioni che la riguardano diventino note ad altri, inclusi organizzazioni ed enti, qualora il soggetto non abbia volontariamente scelto di fornirle.

Quindi, per ora, non ci resta che tutelarla da soli, anche con dei semplici, piccoli accorgimenti!!

Ciao!!
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: junjee il 09 Febbraio 2008, 18:31:12
Mah.... Io personalmente sarei d'accordo nel pagare una piccola imposta suppletiva una tantum (sempre che sia piccola, sia chiaro) ed in cambio essere liberi di poter scaricare da internet. Perchè no? Così si darebbe un taglio netto al download illegale e si darebbe la possibilità a chi è rispettoso della legge di sfruttare finalmente al meglio la propria connessione. E non avrebbero più senso quesiti interiori del tipo "ma questo file che sto scaricando è veramente non protetto da copyright come tutto fa pensare oppure c'è una remotissima seppur improbabile possibilità che..... "
Un altro vantaggio sarebbe quello di togliere uno degli alibi ai provider per il filtraggio: perchè se nonostante ciò continuassero a filtrare non entrerebbero più in campo questioni di carattere legale, diverrebbe solo un disservizio e basta al quale sarebbe più facile appigliarsi da parte degli utenti.
A mio avviso quindi i providers dovrebbero rivedere le proprie politiche di filtraggio.

Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 10 Febbraio 2008, 13:35:32
CitazioneUn altro vantaggio sarebbe quello di togliere uno degli alibi ai provider per il filtraggio: perchè se nonostante ciò continuassero a filtrare non entrerebbero più in campo questioni di carattere legale, diverrebbe solo un disservizio e basta al quale sarebbe più facile appigliarsi da parte degli utenti.
A mio avviso quindi i providers dovrebbero rivedere le proprie politiche di filtraggio.

Può già considerarsi un disservizio:

Che diritto ha, l' ISP, di limitare il traffico P2P?
E' suo compito tentare un'azione Anti-Pirateria?
Per poter compiere un' azione Anti-Pirateria, un Provider, dovrebbe essere in accordo le Major!
Come verrebbe giustificato quest'accordo?
Un servizio offerto ma non fornito (La famosa dicitura: Internet Senza limiti) non è un disservizio?

Ciao :)!!

P.s. A mio avviso sarebbe stato meglio postare qui: Bufera sui Filtri P2P (http://www.emuleitalia.eu/index.php?topic=22824.msg199379#msg199379) ;)!!

Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 11 Febbraio 2008, 00:41:17
Citazione di: Vincent Vega
Per poter compiere un' azione Anti-Pirateria, un Provider, dovrebbe essere in accordo le Major!
Come verrebbe giustificato quest'accordo?

Giustissimo... il problema è che le major tendono sempre di più a cercare di  "responsabilizzare" gli ISP.... in America la RIAA ormai da tempo ha praticamente costretto i Provider a una tacita collaborazione (extra-giudiziale).. in Europa lascia un po' perplessi la proposta di Sarkozy..


Per quanto riguarda la "tassa per scaricare" personalmente la trovo sbagliata come principio e sono d'accordo su quanto già detto da MsZ (http://www.emuleitalia.eu/index.php?topic=19020.msg188837#msg188837)... dal punto di vista pratico e considerando esclusivamente chi decide di scaricare materiale illegale c'è da ribadire che una soluzione di questo genere metterebbe al sicuro solo ed esclusivamente da azioni civili.
Con l'attuale quadro normativo gli organi di polizia che eseguono indagini su singoli utenti sono comunque tenuti ad agire in quanto reato perseguibile d'ufficio.
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 11 Febbraio 2008, 08:39:40
Citazione di: mattia.pascal il 11 Febbraio 2008, 00:41:17
Citazione di: Vincent Vega
Per poter compiere un' azione Anti-Pirateria, un Provider, dovrebbe essere in accordo le Major!
Come verrebbe giustificato quest'accordo?

Giustissimo... il problema è che le major tendono sempre di più a cercare di  "responsabilizzare" gli ISP.... in America la RIAA ormai da tempo ha praticamente costretto i Provider a una tacita collaborazione (extra-giudiziale).. in Europa lascia un po' perplessi la proposta di Sarkozy.

A mio avviso, responsabilizzare gli ISP, potrebbe servire, anche, a migliorare la concorrenza tra questi ultimi!!
Potrebbero iniziare ad offrire un servizio consono alle offerte pubblicitarie!!

...Ops :rolleyes: dimenticavo l'accordo con le Major!!
Bisognerebbe mettere in atto un'azione pubblica di protesta, di notevole rilevanza economica (http://www.p2pforum.it/forum/images/smilies/oldemo.gif)!!

Ciao :)!!

P.s. Come al solito, quando intervengo io, finiamo OT :rolleyes:!!

Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 11 Febbraio 2008, 12:38:07
No.. non siamo OT perchè parliamo pur sempre di Privacy (http://img120.imageshack.us/img120/5659/iconsmilexv0.gif)

"Responsabilizzare" i Provider... vuol dire assegnargli o una responsabilità dovuta a fatti che non dipendono da loro (l'uso illegale di internet da parte di alcune persone)....... oppure assegnare un grande potere ovvero decidere chi può usare internet e chi no, in base ad un presunto (impossibile poter parlare di certezza in questo caso) uso illegale della rete.

Nel primo caso si ha una sorta di responsabilità oggettiva nei confronti dei Provider, ipotesi legalmente difficile da supportare e a cui i Provider si sono già opposti.

Nel secondo caso..... appare chiaro il legame con le major e fin troppo evidente la possibile strumentalizzazione.

Stiamo parlando di Aziende private (sia nel caso dei Provider sia nel caso delle major) non vedo perchè in uno Stato di dirito uno dei diritti più importanti per la persona ovvero il diritto alla Privacy dovrebbe essere rimesso nelle mani di Associazioni di privati.
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: junjee il 11 Febbraio 2008, 13:45:59
sarebbe sbagliato sì, imporre una tassa a favore della Siae , ma non è quello che fanno con i cd ed i dvd vergini?? Il principio è lo stesso: si parla sempre di mezzi di potenziale duplicazione ai quali si impone una tassa preventiva. Sbagliato sì, però al momento è l'unica maniera secondo il mio modestissimo parere di creare una parvenza di legalità al p2p agli occhi del cittadino comune che, imbeccato dai media, vede internet come una nuova Gomorra ove non ci son regole e tutto è fuorilegge.... 
Oltre a ciò, come ho già scritto, toglierebbe un prezioso alibi ai providers per quanto riguarda il download.
Se sommiamo che ci sarebbero meno denunce (e quindi meno intasamento per i già intasati tribunali Italiani) e che la polizia postale e la finanza potrebbero usare il tempo che altrimenti perderebbero per le questioni del p2p in azioni ben più importanti ... beh insomma, non sarebbe male vero??  <_<
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 11 Febbraio 2008, 17:15:26
Citazionesarebbe sbagliato sì, imporre una tassa a favore della Siae , ma non è quello che fanno con i cd ed i dvd vergini?? Il principio è lo stesso: si parla sempre di mezzi di potenziale duplicazione ai quali si impone una tassa preventiva.

Beh...Grazie ;), non lo sapevo!!

CitazioneSbagliato sì, però al momento è l'unica maniera secondo il mio modestissimo parere di creare una parvenza di legalità al p2p agli occhi del cittadino comune che, imbeccato dai media, vede internet come una nuova Gomorra ove non ci son regole e tutto è fuorilegge....

Purtroppo non credo sia sufficiente!!
Credo che, per convincere "i cittadini", ci voglia qualcosa di più...
Bisognerebbe riuscire a far capire che come la delinquenza, la mancanza di principi, Etc. Etc. è riscontrabile nei rapporti umani non intermediati "da un cavo", è possibile riscontrare quest'ultima serie di fattori anche in una realtà che si sviluppa parallelamente allo "sviluppo culturale umano"; nel bene e nel male!!

Bisognerebbe distinguere tra utenza coscienziosa e non, distinzione che rimarrà sempre condizionata da un fattore soggettivo.
Il pregiudizio è parte della natura umana; non bisogna mirare all'estinzione di quest'ultima caratteristica, ma ad un coinvolgimento caratterizzato da "cooperatività genuina" (Socialità; un Es. è riscontrabile su eMuleItalia.net)!!
Certamente la cattiva pubblicità non fa mai bene...
Però rimane sempre pubblicità ;)!!

Spero di essere riuscito a farmi capire :)!!

Ciao :)!!
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: junjee il 12 Febbraio 2008, 16:38:25
Citazione di: Vincent Vega il 11 Febbraio 2008, 17:15:26
Citazionesarebbe sbagliato sì, imporre una tassa a favore della Siae , ma non è quello che fanno con i cd ed i dvd vergini?? Il principio è lo stesso: si parla sempre di mezzi di potenziale duplicazione ai quali si impone una tassa preventiva.

Beh...Grazie ;), non lo sapevo!!

CitazioneSbagliato sì, però al momento è l'unica maniera secondo il mio modestissimo parere di creare una parvenza di legalità al p2p agli occhi del cittadino comune che, imbeccato dai media, vede internet come una nuova Gomorra ove non ci son regole e tutto è fuorilegge....

Purtroppo non credo sia sufficiente!!
Credo che, per convincere "i cittadini", ci voglia qualcosa di più...
Bisognerebbe riuscire a far capire che come la delinquenza, la mancanza di principi, Etc. Etc. è riscontrabile nei rapporti umani non intermediati "da un cavo", è possibile riscontrare quest'ultima serie di fattori anche in una realtà che si sviluppa parallelamente allo "sviluppo culturale umano"; nel bene e nel male!!

Bisognerebbe distinguere tra utenza coscienziosa e non, distinzione che rimarrà sempre condizionata da un fattore soggettivo.
Il pregiudizio è parte della natura umana; non bisogna mirare all'estinzione di quest'ultima caratteristica, ma ad un coinvolgimento caratterizzato da "cooperatività genuina" (Socialità; un Es. è riscontrabile su eMuleItalia.net)!!
Certamente la cattiva pubblicità non fa mai bene...
Però rimane sempre pubblicità ;)!!

Spero di essere riuscito a farmi capire :)!!

Ciao :)!!

perfettamente!  ^_^
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Protocollo il 28 Febbraio 2008, 00:09:09
a proposito di privacy...

http://punto-informatico.it/2203361/PI/News/Germania--certi-trojan-di-stato-sono-legali/p.aspx

:rolleyes:
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: clic il 28 Febbraio 2008, 07:45:42
Citazione di: Protocollo il 28 Febbraio 2008, 00:09:09
a proposito di privacy...

http://punto-informatico.it/2203361/PI/News/Germania--certi-trojan-di-stato-sono-legali/p.aspx

:rolleyes:

A detta di alcuni utenti che hanno commentato la notizia, pare che PI abbia interpretato male l'articolo che dicono affermi esattamente il contrario
http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2203361&m=2203567#p2203567
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 28 Febbraio 2008, 10:21:14
Per tutelare il Diritto alla Spontaneità devono prima assicurare il Diritto alla Privacy dei cittadini!
Se la notizia fosse vera, l'infiltrazione "via Trojan" potrebbe assomigliare ad una "mera" sostituzione delle indagini attraverso Software da Remoto, essendo state, queste, proibite dall' Alta Corte Tedesca.

Citazione di: P.I"Data la profondità dell'intrusione - hanno scritto i giudici - l'infiltrazione riservata di un sistema IT in un modo che consenta la perquisizione del sistema stesso e dei dati che contiene, può essere consentita secondo il dettato costituzionale solo ed esclusivamente dietro prova evidente di una minaccia concreta".

Quali sarebbero i mezzi di prova?
Come potrebbe essere fornita una prova, se non con un'indagine preliminare?
Le presunzioni (Non in senso giuridico) bastano ad avviare la violazione di un diritto?

Inoltre riporto quest'altro articolo di P.I.

Germania, subito trojan di stato nei computer. (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2122684)

Sono stato molto colpito da queste parole:
Citazione di: Joerg Joerg Ziercke, Presidente dell'Ufficio della Polizia Federale, BKA.
"la cifratura del software telefonico Skype ci sta creando grandi difficoltà. Non lo possiamo decifrare. Ed è per questo che ora parliamo di sorveglianza delle telecomunicazioni alla fonte, il che significa intercettare la fonte prima che la cifratura venga effettuata o dopo che il contenuto viene decifrato".

Tornando in tema di presunzioni...
Viene dato per scontato che, qualsiasi persona utilizzatrice del Software Skype, commetta un'illecito...
Conseguentemente vengono ampliati i poteri d'indagine etc. etc.
Ma secondo voi, un potenziale indagato, il committente degli illeciti tanto combattuti (anche calpestando Diritti Civili), non si sarà organizzato in modo tale da non rientrare tra le persone sospette?
Sarà tanto sprovveduto da mettersi "con il sedere" in bella mostra :rolleyes:?

Citazione di: P.ITutto questo secondo il capo di BKA non deve allarmare il pubblico, perché non si ricorrerebbe all'inserimento di spyware e trojan sui computer degli utenti in modo frequente. "Oggi - dice Ziercke - abbiamo 230 indagini aperte su islamici le cui attività ci risultano sospette. Credo che in due o tre di questi casi noi vorremmo poter agire" inserendo appunto sistemi di spionaggio da remoto sui loro computer. Ciò consentirebbe, evidentemente, anche di conoscere i contenuti delle conversazioni effettuate dal e con o in prossimità del sistema intercettato, Skype o non Skype.

In parole povere:

Non preoccupatevi, non vi controlliamo sempre...
...e se lo facciamo è perché [Il regolamento mi vieta di proseguire]...

Citazione di: P.I...i criminali veri, o i terroristi organizzati, difficilmente potranno essere ingannati da un malware governativo...

Dal momento che sono a conoscenza di queste ipotesi "presumo" che, chi si ritrovi a svolgere le indagini, sia appassionato in perdite di tempo tramite mezzi ingiustificati...
Citazione di: P.I...coloro che cascheranno in "trappole" di questo tipo saranno con ogni probabilità cittadini che non hanno granché da nascondere.

Tanto per cambiare gli onesti si ritrovano a pagare le spese dei disonesti...




Ciao...
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 28 Febbraio 2008, 10:23:11
Dimenticavo...

Citazione di: P.I...per poter effettuare le proprie indagini, alle forze dell'ordine deve essere consentito di ispezionare online i computer dei sospetti.

Le indagini effettuate da Remoto, in Germania, sono proibite!!

P.s. Scusatemi i due Post consecutivi, ma essendomi Auto-Quotato involontariamente, ne ho approfittato per inserire una mia dimenticanza...

Ciao...
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: clic il 03 Marzo 2008, 22:13:45
Un semplice warning giunto dal proprio provider può far desistere il 70% di chi condivide contenuti illegali, questo almeno è quanto afferma una ricerca condotta nel Regno Unito da uno studio di specialisti del settore:

http://arstechnica.com/news.ars/post/20080303-survey-warnings-from-isps-could-slash-file-swapping-by-70.html
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Mokona il 03 Marzo 2008, 23:45:31
Citazione di: clic il 03 Marzo 2008, 22:13:45
Un semplice warning giunto dal proprio provider può far desistere il 70% di chi condivide contenuti illegali, questo almeno è quanto afferma una ricerca condotta nel Regno Unito da uno studio di specialisti del settore:

http://arstechnica.com/news.ars/post/20080303-survey-warnings-from-isps-could-slash-file-swapping-by-70.html

Molto interessante. Abbastanza condivisibili poi le conclusoni:
CitazioneWhether ISP filtering can work, and can do so while avoiding false positives and maintaining user privacy, remains an open question, and there's still debate over the idea that ISPs should (as a matter of policy) become enforcers of the copyrights for a specific industry segment. Still, the new survey suggests that if these problems can somehow be overcome, ISP notification might well have a better chance of changing behavior than legal action alone.
Sfortunatamente, anche ammettendo che la tecnologia stia in piedi e gli ISP si adattino a lavorare per i produttori di contenuti, e tralasciando la "pagliuzza" di Urbani che non consente ai nostri ISP di avvertire nessuno, in Italia si preferisce l'approccio "di forza" con la minaccia legale, anche quando questa risulta decisamente fuori luogo.
Vi viene per caso in mente un recente episodio che ha coinvolto un sindaco, un assessore e Wikipedia?
Beh, il principio e' il medesimo. Siccome sono un prepotente (e le major con i loro organi rappresentativi lo sono) invece di aprire una discussione per sostenere anche legittime ragioni preferisco iniziare a minacciarti di brutto.
Bleah. =__=
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 04 Marzo 2008, 00:36:50
Beh però la disciplina per la privacy e davvero molto simile all'interno di tutti i paesi della UE, in Italia, Germania, Spagna.. nalla stessa Francia e al di fuori della UE ma comunque in un paese vicino alla nostra cultura, la Svizzera, la tutela è pressochè identica e lo dimostra il fatto che tutti questi paesi hanno avuto il loro "caso Peppermint" e alla fine le soluzioni prese sono pressoché identiche.. ovvero IP= dato sensibile e diritto alla Privacy non comprimibile da parte di altri diritti a tutela di interessi puramente commerciali.

IMHO andrebbe separata la questione filtrare contenuti della rete - rendere gli ISP tutori dei diritti d'autore
è logico che ne verrebbe fuori una tutela minore del diritto d'autore ma equivarrebbe comunque a bilanciare diritti diversi.



Per quanto riguarda "l'approccio forza" usato... già si inizia a parlare di risarcimenti nei confronti di LOGISTEP che se la passa male persino in Svizzera



Logistep non rispetta le leggi svizzere (http://www.vnunet.it/it/vnunet/news/2008/01/31/pirateria_e_p2p__logistep_non_rispetta_le_leggi_svizzere)


Logistep, IP e la giustizia elvetica (http://www.minotti.net/2008/01/31/logistep-ip-e-la-giustizia-elvetica/)

Logistep nei guai in Svizzera: ip dati personali ?  (http://www.civile.it/news/visual.php?num=51177)


Logistep è fuori legge! (http://www.guidoscorza.it/?p=248)



Corte Europea di Giustizia: la protezione dei dati (http://spazioinformazione.wordpress.com/2008/02/07/corte-europea-di-giustizia-la-protezione-dei-dati/)

Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Cris 71 il 14 Marzo 2008, 08:54:59
Articolo di oggi di PI, sono due pagine.....
http://punto-informatico.it/2221923/PI/News/Peppermint--il-Garante-protegge-gli-utenti-P2P/p.aspx
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 14 Marzo 2008, 10:15:06
Citazione di: P.I.E' illecito spiare gli utenti che scambiano file musicali e giochi sulle reti del file sharing

Finalmente qualcuno l'ha capito :rolleyes:...




Citazione di: P.I.il Garante ritiene violati anche i principi di trasparenza e correttezza in quanto i dati venivano raccolti all'insaputa degli interessati e anche quando si trattava di informazioni su utenti "non necessariamente coinvolti nello scambio di file"

Tutti quegli utenti "non necessariamente coinvolti nello scambio di files" non sapranno mai che la loro Privacy è stata violata e non potranno, neanche, mai agire contro chi è andato contro questo diritto a loro imprescrittibile (<- Spero di aver usato il termine corretto).

Citazione di: P.I....si è leso il diritto alla segretezza delle comunicazioni.

I Legali  potrebbero dire: "E' stato leso il Diritto d'autore"...




Diritto alla Privacy Vs Diritto D'autore: Quale tutelare
Secondo i Legali, quella del Garante non è un'interpretazione adeguata, secondo Altroconsumo:

Citazione di: P.I."È la vittoria del diritto alla privacy e degli utenti della Rete la tutela dei diritti di proprietà intellettuale non può giustificare il monitoraggio e la schedatura di massa degli utenti delle piattaforme P2P"

L'Associazione sta valutando se chiedere un risarcimento, agendo contro la Peppermint, la Techland e la Logistep, a tutela dei diritti ed interessi dei consumatori.

A mio avviso, stanno cantando vittoria troppo presto, è una situazione che potrebbe rivoltarglisi contro!!

Citazione di: P.I.
Mazza delinea un possibile futuro della battaglia contro il P2P spiegando che l'industria dell'intrattenimento "sposterà pesantemente il target delle azioni giudiziarie contro i service provider".

Ritenere gli ISP responsabili delle azioni/omissioni commesse dall'utente significherebbe spingerli ad un controllo più
duro nei confronti dell'utente abbonato, controllo che porterà a nuove limitazioni oltre all'imposizione di Filtri Anti-P2P.
Quest'ultimo mezzo di autotutela da parte del Provider servirebbe per prevenire eventuali illeciti da parte dell'utente, illeciti che verrebbero poi attribuiti, dal punto di vista delle responsabilità, alla società fornitrice del servizio, e permetterebbe all'ISP di poter risparmiare risorse da redistribuire a nuovi utenti.
Troviamo, da una parte, un punto a favore del Provider, cioè la possibilità di ottenere un maggior numero d'entrate senza investimento alcuno nel miglioramento delle infrastrutture; da un'altra, un punto a suo sfavore, cioè la perdita di clienti abbonati, i quali, non potendo usufruire di un servizio particolarmente ricercato, cercheranno altre vie di fuga, ed inoltre la cattiva pubblicità dovuta al disservizio: Vd. Tele2!!




Citazione di: P.I.
Paola Balducci, parlamentare della Sinistra Arcobaleno: la scelta del Garante "riconosce il diritto alla Privacy dei milioni di utenti di Internet e rafforza un principio fondamentale di democrazia".

...Belle Parole ;D!!

Ciao!!

...
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: mattia.pascal il 15 Marzo 2008, 20:08:01
Beh, è stata ufficialmente chiusa l'istruttoria e sostanzialmente si è ripetuto quanto era già stato preannunciato

nel suo comunicato:

Citazione
Il Garante, richiamando anche la decisione dell'omologa Autorità svizzera, ha ritenuto illecita l'attività svolta dalle società.

Innanzitutto, ha ricordato il Garante, la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti. É stato, poi, violato il principio di finalità: le reti P2P sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. L'utilizzo dei dati dell'utente può avvenire, dunque, soltanto per queste finalità e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle società Peppermint e Techland (cioè il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento del danno).

Infine non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perché i dati sono stati raccolti ad insaputa sia degli interessati sia di abbonati che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file.

di conseguenza:

CitazioneTUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE

    ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d) del Codice dispone, nei termini di cui in motivazione, nei confronti di Peppermint Jam Records GmbH, Techland sp. z. o.o. e Logistep AG, il divieto dell'ulteriore trattamento dei dati personali relativo a soggetti ritenuti responsabili di aver scambiato file protetti dal diritto d'autore tramite reti peer-to-peer e ne dispone la cancellazione entro il termine del 31 marzo 2008.

http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1497236
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1495246

Sarà interessante vedere se ci saranno cause per il rimborso da parte di chi aveva già pagato i famosi 300 euro (o magari una class action)
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 15 Marzo 2008, 20:43:25
Citazione di: mattia.pascalSarà interessante vedere se ci saranno cause per il rimborso da parte di chi aveva già pagato i famosi 300 euro.

Tratto da P.I. -> Peppermint, il Garante protegge gli utenti P2P (http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2221923&p=2)

Citazione di: P.I.L'Associazione del consumo spiega anche che "sta valutando la possibilità di agire contro la Peppermint, la Techland e la Logistep a tutela dei diritti ed interessi dei consumatori, chiedendo alle tre società di risarcire i danni ingiustamente arrecati a questi ultimi.

P.I. -> Chi fosse interessato a chiedere il risarcimento del danno ricevuto può segnalarlo tramite la casella:

peppermint@altroconsumo.it

Credo che in futuro se ne vedranno delle belle ;D!!

Ciao!!
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Cris 71 il 15 Marzo 2008, 21:46:58
Ogni tanto una bella notizia  :rolleyes:
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 15 Marzo 2008, 22:35:38
1 -Altroconsumo: File sharing: illecito spiare gli utenti (http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/199563.htm)

2 -File sharing: Altroconsumo deposita secondo maxireclamo al Garante della privacy (http://www.altroconsumo.it/map/src/173173.htm)

Ecco le conferma di quanto detto sopra ;D!!

Ciao!!
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Cris 71 il 21 Marzo 2008, 09:36:16
Novità: anche in Germania qualcosa si muove

http://punto-informatico.it/2230463/PI/News/P2P--Logistep-C-fermati-anche-in-Germania/p.aspx
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 21 Marzo 2008, 15:23:11
Questi mi sembrano i punti salienti dell'articolo:

Citazione di: P.ILa Corte è andata a monte di tutto questo affermando che non è tollerabile che gli utenti vengano sottoposti ad indagine in questo modo, che cioè i loro computer vengano sottoposti a scansione automatica senza il loro consenso preventivo.

...

Citazione di: P.I.La Corte ha dunque stabilito che non sia più possibile chiedere ai provider i nomi associati a certi IP per questioni come quelle relative alla violazione del diritto d'autore. Secondo i massimi giudici federali tedeschi, infatti, questo genere di richiesta può arrivare solo dalle forze di polizia e soltanto in certi casi...

Questo modo d'agire sembra corretto; vedremo se sarà praticato...

Citazione di: P.I...la decisione non riguarda solo il P2P ma si estende a tutti gli ambiti della data retention. Ciò significa che è legittimo per le forze dell'ordine ottenere i dati delle comunicazioni (email, telefono ecc.) ma che questo può essere fatto esclusivamente per reati gravi.

Mi sembra corretto agire in presenza di un Reato la cui gravità possa compromettere l'integrità statale, morale e personale.

Ciao :D!!



Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Protocollo il 01 Aprile 2008, 06:57:13
Grosse novità in arrivo ?

http://punto-informatico.it/2240589/PI/News/UK--utenti-avvertiti--poi-scollegati/p.aspx
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Joker93 il 01 Aprile 2008, 14:25:32
ho capito di cosa si parla. ma non ho capito bene chi e pepermit.  :ph34r:
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 01 Aprile 2008, 17:13:52
Citazione di: P.I.Londra - E così, dopo mesi di chiacchiere...

Infatti se ne era parlato anche qui: Bufera sui filtri P2P #3 >>> (http://www.emuleitalia.eu/index.php?topic=22824.msg199379#msg199379)

Citazione di: V.V.Potrebbe esserci "un accordo" tra le grosse industrie come quella citata nel Link che vi posto (Uk Film Council) e gli "Internet Provider" per evitare, appunto, le note perdite.



Citazione di: P.I.
Il presupposto su cui si fonda quanto è stato deciso nel Regno Unito da Virgin Media, che sarà presto seguita da altri operatori se la posizione più volte espressa dal Governo sull'argomento non cambierà, è che le major possano rastrellare IP sulle reti di file sharing. Una eventualità che almeno per il momento non sembra trovare dimora nel nostro paese.

...  :rolleyes:!!

Ciao :)!!
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 11 Aprile 2008, 19:41:37
Citazione di: Protocollo il 01 Aprile 2008, 06:57:13
Grosse novità in arrivo ?

http://punto-informatico.it/2240589/PI/News/UK--utenti-avvertiti--poi-scollegati/p.aspx

"Internet costituisce un ampio spazio per l'espressione della cultura, l'accesso alla conoscenza, la partecipazione democratica alla creatività europea, la coesione tra le generazioni grazie alla società dell'informazione" invita Commissione e Consiglio a "evitare l'adozione di misure in contrasto con le libertà civili, i diritti umani e i principi di proporzionalità, efficacia e dissuasività, quali l'interruzione dell'accesso a Internet".

Questo è l'emendamento con il quale sono stati, giustamente, "bocciati i principi della Dottrina Sarkozy.

Citazione di: P.I.Il nostro emendamento era fondamentale per allontanare l'ipotesi, sollevata in Francia e Svezia, che la violazione del diritto d'autore potesse essere punita con l'interruzione dell'accesso a internet.

La notizia completa: [P.I.] P2P, la Dottrina Sarkozy affonda in Europa (http://punto-informatico.it/2253284/PI/News/P2P--la-Dottrina-Sarkozy-affonda-in-Europa/p.aspx)




Ciao :angel:!!
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Lucarella il 20 Luglio 2008, 11:36:20
ed ecco un'altro "furbetto":
http://punto-informatico.it/2359133/PI/News/L-odissea-di-un-leecher-tedesco-su-eMule/p.aspx

ciao &lt;_&lt;
Titolo: Re: Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT
Inserito da: Vincent Vega il 20 Luglio 2008, 12:19:46
Eventi del genere sono una conseguenza della disinformazione.