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[INFO] Diritti e rischi nell'uso del P2P

Aperto da Frodo, 01 Febbraio 2004, 01:04:04

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Frodo

[span style=\'font-family:Geneva\'][span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\']DIMINUISCE LA NOSTRA PRIVACY DI NAVIGATORI E DI UTILIZZATORI DI P2P ?[/span][/span]

..Tempo fa la RIAA, che rappresenta l'interesse di molte case discografiche Americane, rchiese all' internet provider statunitense Verizon di fornire i dati identificativi di 1 un suo cliente che presubilmente deteneva materiale pirata nel computer........ .
La richiesta fu fatta tramite procedura non giudiziaria e naturalmente Verizon si oppose, x' sosteneva che il provider, qualora agisca come mero fornitore di connettività, non haveva alcun obbligo di fornire dati ,...... .
La RIAA porto la cosa in tribunale e inaspettatamente vinse  ISP Verizonin 2 grado....... .
ISP vinsero, non x' gli interessase la privacy dell'utente, ma x interessi economici,... x' se l'industria dell'intrattenimento potesse infatti adossare ai provader l'onere di raccogliere, conservare e comunicare i dati relativi di 1 gran numero di utenti, potrebbe distinguere trai "grandi condivisori " e i "supernodi" dei sitemi di p2p, così la RIAA potrebbe perseguirli individualmente senzaa  sparare nel mucchio  con azioni giudiziarie costose e difficili.... .

Ma agli ISP non conviene , x' non trarebbero nessun vantaggio, trovandosi anzi costretti a sobbarcarsi costi aggiuntivi di gestione x difendere diritti che appartengono ad altri.

In Italia la cosa funziona + o - come in America , il Decreto leg.70/2003, che ha introdotto numerose novità in tema di responsabilità degli ISP, ha sancito che non hanno nessun obbligo di generale di sorvegliare sulle info trasmesse o memorizzate dagli utenti, o di ricercare attivamente fatti o circostanze che indicano la presenza di attività illecite, disponendo tuttavia che il provaider, deve  fornire senza indugio a richiesta delle autorità competenti, le informazioni in suo possesso che possano iidentificare il destinatario dei suoi servizi con cui ha accordi di memorizzazione dei dati, al fine di prevenire e individuare attività illecite. .... in sintesi le uniche informazioni che possono essere fornite sono quelle a un rapporto di hosting o housing, e per  la memorizzazione dei dati , sono esclusi dall'obbligo i fornitori di meri servizi di trasmissione.
Poi l a richiesta di info. non può essere fata con una richiesta formale al provider, ma è subordinata ad un procedimento giudiziario o amministrativo ... quindi tempi molto lunghi .... e per cose effettivamente importanti ... ES. Pedofilia,  .....


Infine il provaider  può fornire , agli organi giudiziari, solo le informazioni che possiede in quel momento, senza che egli sia per questo tenuto a conservare informazioni determinare e/o per un dato periodo di tempo, quali per  esempio i log di sistema. ....................

Spesso i dati dell'utente vengono raccolti a sua insaputa grazie all'utilizzo del sistema dei log e dei cookie. Ogni volta che un utente visita un sito o si collega a internet, i server dei provider registrano automaticamente i collegamenti effettuati dai propri abbonati o dai visitatori occasionali.
Queste registrazioni automatiche si chiamano log, normalmente hanno una fu
nzione contabile amministrativa in quanto forniscono agli isp i dati necessari alla fatturazione. Attraverso i log è però possibile avere accesso ad informazioni che permettono di ricostruire profili precisi dell'utente, si può infatti conoscere che tipo di sistema operativo utilizza, che browser, colore e definizione dello schermo, ultimo sito visitato ecc.

Il decreto approvato dal consiglio dei ministri il 23 dicembre del 2003, potrebbe cambiare qualcosa .......

Obligherebbe agli internet provaider e ai gestori telefonici, a conservare tutti idati relativi ai traffici telefonici, compresi quindi anche i log di sistema, per ben sessanta mesi ( 5 anni ).
Il provvedimento e giustificato per ragioni di lotta contro il terrorismo e alla criminalità organizzata, ma consentirebbe l'accesso ai log di sitema, relativi agli ultimi 30 mesi di archiviazione al fine di repressione di qualunque reato !!!!!!!

Se prima i ISP potevano cancellare i LOG relativi ai propri clienti il giorno dopo,... ora non possono più farlo, perchè devono tenerli quasi 3 anni, ...  diminuendo così la tutela della nostra privacy di filesharing !!!!!!!!!!!

Il Garante della Privacy ha espresso molta preocuppazione,...x' il decreto entra in conflitto con le norme costituzionale sulla libertà e segretezza delle comunicazioni e sulla libertà di manifestazione di pensiero.

29.01.2004
[span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\'][span style=\'font-family:Geneva\']Vince l'opposizione. La Camera cancella del tutto il decreto[/span][/span]
È una sconfitta per il governo, che aveva ideato una norma illiberale.
Il provvedimento violava l'art.15 della costituzione, quello che garantisce la segretezza della corrispondenza, come diceva il garante (Vedi sopra).

Ora neanche le e-mail potranno essere conservate
La conservazione integrale del traffico internet avrebbe richiesto la creazione di un immenso database, dal quale sarebbe stato possibile risalire a gusti, abitudini, opinioni degli utenti. Ma con quali garanzie?
...Sono in discussione «libertà costituzionali: di comunicazione, associazione e manifestazione del pensiero», ha detto durante l'audizione a Montecitorio il presidente Stefano Rodotà. Subito dopo sono arrivate le proteste dei provider, che hanno denunciato un elemento impressionante: la conservazione dei dati per cinque anni genererebbe un archivio di circa 80 milioni di CD-Rom, quanti se ne vendono nello stesso periodo in tutta Europa......
.....Resta, alla fine, solo la conservazione e il controllo del traffico telefonico. Dal quale però non è possibile né ricostruire le tendenze politiche, religiose e sessuali né l'appartenenza a gruppi o a associazioni degli utenti. «[span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\']È stata la vittoria di un principio, ma soprattutto una vittoria del popolo della Rete[/span] ... .
[span style=\'font-family:Geneva\']Non tutto quel ch'è oro brilla
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza
E le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco, L'ombra sprigionerà una scintilla, Nuova la lama ora rotta, E re quei ch'è senza corona.[/span]

Frodo

#1
[span style=\'font-family:Impact\'][span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\']La bufala della "Retata p2p"[/span][/span]

.. varie fonti : rete, giornali, riviste specializzate ....

Come era gia' stato supposto il p2p non c'entra nulla con l'articolo apparso su Repubblica (e ancora non smentito) che ha scatenato un vero e proprio putiferio nei NewsGroups, Forums e qualsiasi altra forma di comunicazione in Internet!

Tanto fumo, poco arrosto e molta irresponsabilità intorno alle clamorose notizie di inquisizioni di massa per chi scambia file sui circuiti peer-to-peer.
Ecco il comunicato stampa della GdF a riguardo:

GUARDIA DI FINANZA - COMANDO PROVINCIALE MILANO

- COMUNICATO STAMPA -

"LA GUARDIA DI FINANZA PONE SOTTO SEQUESTRO DUE SITI INTERNET UTILIZZATI PER LA COMMERCIALIZZAZIONE DI SOFTWARE E PRODOTTI AUDIOVISIVI PIRATA. SOTTOPOSTE AD INTERCETTAZIONE 28 CASELLE E-MAIL, DENUNCIATI 181 RESPONSABILI OPERANTI IN VARIE PROVINCE DELLA PENISOLA, IN GRADO DI REALIZZARE UN VOLUME D'AFFARI PARI A 100.000.000,00 Euro ANNUI".


I "Baschi Verdi" della Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Milano hanno portato a termine un servizio finalizzato allo smantellamento di una "rete di vendita" in grado di utilizzare al meglio le nuove tecnologie per la commercializzazione di prodotti pirata. Centottantuno (181) i soggetti denunciati per violazione della Legge sul Diritto d'Autore al Dott. Gianluca BRAGHO', Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Milano, che ha diretto le indagini.

Circa 10.300 i soggetti tuttora in corso di identificazione, responsabili dei reati di produzione e vendita di prodotti tutelati e ricettazione.

Tutto il sistema creato dai pirati informatici ruotava intorno allo sfruttamento di INTERNET come bacino di potenziali clienti e come mezzo di scambio e distribuzione dei materiali. Quasi tutti gli indagati utilizzavano indirizzi e-mail anonimi ed in alcuni casi spedivano messaggi criptati con password.

L'operazione, denominata "MOUSE", ha permesso ai militari della Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Milano di smantellare una rete di vendita di opere dell'ingegno piratate estesa su tutto il territorio nazionale e costituita, per lo più, da insospettabili con un giro d'affari che, per alcuni di loro, superava i € 25.000,00 mensili.

L'investigazione ha richiesto l'utilizzo delle più recenti tecniche di indagine informatica quali il tracciamento di indirizzi IP dinamici, l'analisi di file di log e la decriptazione di messaggi cifrati.

I controlli, che non hanno riguardato gli utilizzatori di sistemi file sharing tipo "peer to peer", ma esclusivamente a soggetti dediti a produzione e vendita di prodotti tutelati dal copyright, si sono sviluppati attraverso il monitoraggio di 12 siti web e l'intercettazione 28 account e-mail utilizzati dagli indagati per porre in essere l'illecita attività.

Posti sotto sequestro due siti INTERNET mediante i quali avveniva l'illecita commercializzazione. Nel corso delle perquisizioni, operate in ben 30 province italiane, i BASCHI VERDI hanno rinvenuto masterizzatori per CD e DVD dell'ultimissima generazione, programmatori per Smart Card per TV satellitare, migliaia di supporti ottici contenenti opere illecitamente riprodotte e DVD contenenti le ultimissime uscite cinematografiche.

Una primissima analisi fa ritenere che il volume d'affari annuo relativo all'illecito commercio posto in essere, possa superare i € 100.000.000,00
:rotfl:  :rotfl:  :rotfl:
[span style=\'font-family:Geneva\']Non tutto quel ch'è oro brilla
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza
E le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco, L'ombra sprigionerà una scintilla, Nuova la lama ora rotta, E re quei ch'è senza corona.[/span]

Frodo

#2
[span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\'][span style=\'font-family:Geneva\']P2P e diritto penale in Italia[/span][/span]

..  varie fonti : rete, giornali, riviste specializzate ....

Il fenomeno del Peer-to-Peer sta vivendo un periodo a dir poco "strano". Gli scambi in rete di files musicali aumentano. Aumentano anche le preoccupazioni dell'industria (si vedano le dichiarazioni di Enzo Mazza, Direttore Generale FIMI, contenute nell'intervista apparsa in questi giorni su Punto Informatico). Aumentano le azioni legali, portate, a volte, in maniera indiscriminata, contro gli utenti dei sistemi Peer-to-Peer. Aumentano gli annunci, sui quotidiani, di indagini che coinvolgerebbero migliaia di utenti che scambiano files in rete (annunci, poi, in molti casi, ridimensionati, ma che hanno un grande impatto mediatico).Aumentano le sentenze IN FAVORE degli "scambisti" di musica online (si veda il recente caso Grokster negli Stati Uniti e, comunque, tutte quelle decisioni - Jon Johansen in Norvegia, mod-chip della PS a Bolzano - che prendono le parti dei consumatori e che ricordano i limiti che devono essere rispettati anche nelle azioni legali). Aumentano i giudici che sono sempre più attenti ad analizzare tutti gli aspetti legali del caso, e non solo quelli connessi al rilievo economico del fenomeno o alla interpretazione che di tale fenomeno danno le grandi "corporazioni".

L'intervista apparsa su Punto Informatico del Direttore Generale FIMI è stata rilasciata lo stesso giorno in cui la RIAA, negli Stati Uniti d'America, ha annunciato quasi 600 nuove azioni legali, in un solo giorno, contro utilizzatori di sistemi di file sharing. Azioni legali che, negli Stati Uniti (come ha rilevato di recente il New York Post, riportando il caso di una ragazzina indigente di 12 anni costretta a pagare qualche migliaio di dollari per vedere cadere le accuse mosse dalla RIAA nei suoi confronti) sono portate "a caso", contro i tanti "anonimi" che condividono musica in rete.
Va ricordato un principio del diritto italiano che sovente viene dimenticato.
Questo principio è semplice, ma consente di avere un punto di partenza certo in una situazione per molti versi caotica: la legge penale italiana vigente deve essere interpretata in modo assolutamente rigido. Punto. Non deve essere trasformata in strumento mediatico con fini di deterrenza; non deve essere interpretata, soprattutto, oltre il chiarissimo significato delle parole della legge penale stessa.
Non è un segreto, o un "trucco" da avvocati, è semplicemente un principio di civiltà giuridica che viene molto spesso - volontariamente o involontariamente, ma purtroppo a cadenze regolari - accantonato.
Intervenire in difesa della rigidità nell'interpretazione del diritto penale, e in particolare della centralità del diritto penale nell'ordinamento giuridico, non significa intervenire - sia ben chiaro - in difesa di un fantomatico diritto indiscriminato a scaricare materiale o opere protette e/o illegali da Internet.

La questione se il Peer-toPeer sia illegale o meno non è una questione giuridica facile da risolvere. Soprattutto, non tutti i giuristi sono concordi, in Italia e nel mondo, nel ritenere il Peer-to-Peer illegale in sé, anzi.
[span style=\'font-family:Geneva\']Non tutto quel ch'è oro brilla
Né gli erranti sono perduti;
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Dalle ceneri rinascerà un fuoco, L'ombra sprigionerà una scintilla, Nuova la lama ora rotta, E re quei ch'è senza corona.[/span]

Frodo

#3
[span style=\'font-family:Geneva\'][span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\']Chi usa il P2P è un criminale?[/span][/span]

La EFF ha da tempo lanciato una campagna (condivisibile o meno, ma che sta avendo un grande successo) che mira a far superare l'idea che chi condivide musica in rete debba essere considerato un criminale. La campagna è nata in seguito alle migliaia di azioni che la Recording Industry Association of America (RIAA) sta portando contro migliaia di comuni cittadini che usano i sistemi di P2P. Congiuntamente a questa campagna, vi è una petizione in corso, già giunta a quasi 70.000 firme, che punta a presentare una proposta di riforma organica su questi temi al Congresso.

E' fondamentale che l'equazione criminale=utilizzatore di sistemi di file sharing non si diffonda. Purtroppo molte volte, a puro scopo mediatico e demagogico, si tende a fare questa equazione. Si mischiano, nello stesso calderone, file sharing, contrabbando, contraffazione, masterizzazione su larga scala, dialers.
In realtà sono molto differenti le ipotesi criminali alla base di azioni di pirateria e falsificazione su larga scala (spesso collegate a fenomeni di criminalità organizzata e contrabbando) e il Peer-to-Peer di utenti comuni, non certo criminali, ma molto spesso semplici appassionati di musica.

Un altro punto che sovente crea dibattiti giuridici - e confusione nel "non giurista" - è se il decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, entrato in vigore il successivo 29 aprile (quel decreto che avrebbe introdotto i principi dell'EUCD nel nostro ordinamento e che avrebbe portato un "giro di vite" alla disciplina) abbia esteso al Peer-toPeer nuove ipotesi criminali.
Detto in termini meno giuridici, è vero o non è vero che dal 2003, in Italia, sono cambiate le cose e il Peer-to-Peer è diventato illegale?

Leggendo le dichiarazioni apparse in tante sedi, soprattutto da parte di operatori del settore musicale e audiovisivo, sembrerebbe di sì. In tanti hanno salutato il decreto legislativo n. 70 del 2003 (che si occupa di commercio elettronico ma prevede alcuni articoli sulla responsabilità del provider per i contenuti) e il già citato decreto legislativo n. 68 del 2003 come disposizioni - anzi, come nuovi mezzi, nuove "armi" - che avrebbero aiutato a colpire con maggiore efficacia fenomeni di questo tipo.

Il decreto in questione "non ha spostato di una virgola il possibile trattamento penale da riservare al fenomeno del P2P". Senza entrare troppo sul tecnico in sintesi ( .. preso dall'articolo del Avvocato Minotti di Genova):
  • a) nessuna interpretazione seria (ovvero: non demagogica, promozionale, volta a intimorire o "mediatica") possa portare alla cancellazione della rilevanza del dolo di lucro, ovvero la realizzazione di un vantaggio economico diretto;
  • B) il dolo di lucro e l'eccezione dell'uso personale sono previsti dalla prima parte dell'art. 171-ter l.d.a. e riguardano, senza eccezioni, tutte le ipotesi ivi previste. Sin dal 2000, la posizione del mero utilizzatore di materiali illeciti ha, a determinate condizioni, un suo trattamento amministrativo e non certo penale.
È ben differente, in conclusione, il dire che determinati comportamenti sono criminali - quindi passibili di sanzione penale - e il dire che determinati comportamenti possono avere - ma non sempre - un trattamento amministrativo, e non penale.

Non è vero, infine, che tutti i giuristi e gli esperti, in Italia, non abbiano dubbi circa la illiceità del Peer-to-Peer.
Nessuno discute il fatto che il Peer-to-Peer POSSA servire a diffondere, contro la volontà e i diritti dell'autore e di altri aventi diritto, materiale protetto.
Ma, da qui a sostenere che tale fatto comporti una sanzione penale, non è certo una opinione comune della dottrina italiana che da anni studia il panorama del diritto dell'informatica.
In particolare, la dottrina prevalente fatica non poco ad individuare la fattispecie criminale nella quale eventualmente includere il fenomeno del file sharing. E la dottrina è anche in difficoltà nell'individuare le diverse responsabilità correlate al download e all'upload (siamo davvero certi che chi "uploada" il file musicale abbia le stesse responsabilità di chi lo scarica?).
Equiparare il fenomeno del peer-to-peer al contrabbando agli angoli delle strade è al di fuori di ogni logica. Serve semplicemente a creare un deterrente, a intimorire gli utilizzatori, quando, in molti sostengono, dovrebbe essere l'industria stessa a vedere il Peer-to-Peer come mezzo per migliorare il servizio offerto ai consumatori e, soprattutto, per meglio retribuire gli autori.

In termini più generali, occorre dire che il P2P, almeno nelle sue espressioni più recenti e decentrate, non è illegale di per sé.
Tutto dipende da cosa si condivide.

Le modalità della condotta (lucrativa o meno) incidono, invece, sul trattamento sanzionatorio che, nella stragrande maggioranza dei casi, essendo lo sharing di solito gratuito, non ha rilevanza penale.
Non siamo qui a difendere il P2P perché sappiamo che, normalmente, si scambiano materiali sui quali terzi vantano diritti morali e patrimoniali. Tanto meno siamo a sindacare sull'opportunità o meno di perseguire il mero "scaricatore" di materiali protetti.
Abbiamo però il dovere di fare presente ancora una volta (e credevamo non ce ne fosse bisogno) che la legge penale vigente va interpretata in modo assolutamente rigido, senza trasformarla in minaccioso strumento mediatico di deterrenza, oltre il chiarissimo significato delle parole, senza una reale base giuridica.

Prof. Avv. Giovanni Ziccardi
IP Justice
http://www.ziccardi.org
[span style=\'font-family:Geneva\']Non tutto quel ch'è oro brilla
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Frodo

#4
[span style=\'font-family:Geneva\'][span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\'] IL PERICOLO (FILE) LOG.[/span][/span]

Spostatevi nella directory /var/log ed eseguite il comando ls; quelli che state vedendo sono i file di log del vostro sistema: qui sono conservate tutte le informazioni sul normale funzionamento della macchina e soprattutto le registrazioni di errori e problemi; leggendo questi file potrete ottenere preziosi dettagli su come risolvere i problemi di funzionamento del vostro computer.
Ogni file contiene i log di specifici aspetti del sistema; il file principale che determina la configurazione del processo di logging è /etc/syslog.conf.
La sintassi dei file di log è uniforme: ogni messaggio viene scritto su una singola riga: inizia sempre con l'indicazione del momento in cui viene effettuata la registrazione, il nome del computer su cui gira il programma che ha generato il log, di solito (anche se non è obbligatorio) il nome del programma stesso ed infine, preceduto da un due punti, il messaggio vero e proprio. Ad esempio, nel file /var/log/mail.info trovo: Mar 26 12:18:04 snoopy fetchmail[12106]: starting fetchmail 4.3.9 daemon

che significa questo: il 26 marzo alle ore 12, 18 minuti e 4 secondi il daemon di log ha ricevuto una richiesta dal processo fetchmail, che in quel momento stava girando con PID3 12106 sulla macchina snoopy (che è il nome locale del mio computer); il messaggio era "starting fetchmail 4.3.9 daemon" e serve solo per segnalare che qualcuno lo ha eseguito.
Ovviamente questo era il tipico messaggio puramente informativo; altri possono essere di ben maggior aiuto nella risoluzione dei problemi, ...........
Se si pensa che anche i programmi del sottosistema di rete (come tcpd(8)4, xinetd(1), ipchains(8)) si appoggia su syslog per registrare il proprio normale funzionamento e soprattutto per segnalare eventi sospetti, appare immediatamente chiaro quanto sia importante imparare ad utilizzare al meglio i log.
Analizziamo ora a grandi linee il funzionamento del sistema: i programmi che hanno necessità di lasciare una traccia nei log si appoggiano sul sistema di logging che nelle moderne installazioni è formato da due daemon: syslogd e klogd che si occupano rispettivamente di gestire i messaggi provenienti dai normali programmi e dal kernel; ...........

........ Spesso i dati dell'utente vengono raccolti a sua insaputa grazie all'utilizzo del sistema dei log e dei cookie. Ogni volta che un utente visita un sito o si collega a internet, i server dei provider registrano automaticamente i collegamenti effettuati dai propri abbonati o dai visitatori occasionali. Queste registrazioni automatiche si chiamano log, normalmente hanno una funzione contabile amministrativa in quanto forniscono agli isp i dati necessari alla fatturazione. Attraverso i log è però possibile avere accesso ad informazioni che permettono di ricostruire profili precisi dell'utente, si può infatti conoscere che tipo di sistema operativo utilizza, che browser, colore e definizione dello schermo, ultimo sito visitato ecc.
Sorge quindi il problema del controllo degli utenti da parte dei fornitori di accesso alla rete. Normalmente ogni internet provider, anche quando consenta l'utilizzo di pseudonimi che garantiscono l'anonimato in rete, provvede all'atto della stipula del contratto d'accesso all'identificazione dell'utente tramite veridica di un documento di riconoscimento. In tal senso si esprimono gli articoli 4 e 5 della bozza di Codice di autoregolamentazione per i servizi internet adottata dall'AIIP/Telecom Italia.

Sempre su questa linea si esprime anche il Codice di deontologia e di buona condotta per i servizi telematici, adottato dall'associazione Nazionale fornitori di Video Audio Informazione (ANFOV) approvato nel novembre 1997 ed entrato in vigore il 1 gennaio 1998, che all'articolo 6 sancisce che: «i fornitori di accesso di servizi ... accertano l'identità degli utenti e degli abbonati richiedendo l'esibizione o la riproduzione di un documento personale ... mantengono un log attraverso il quale sia possibile risalire all'identità degli utenti o degli abbonati».

Tale articolo pone a carico del fornitore dei servizi l'onere di mantenere un registro elettronico detto Data Log, attraverso il quale sia possibile risalire all'identità degli utenti che hanno fatto accesso al sistema o che hanno utilizzato il servizio.
Nel caso di commissione di reati a mezzo internet, può essere di fondamentale importanza per il provider individuare l'autore dell'illecito, al fine di escludere o limitare eventuali proprie responsabilità penali o civili, soprattutto nel caso in cui l'utente abbia commesso l'illecito proprio forte dell'anonimato garantito dal provider.

. Per come stanno le cosa ora, i ISP non sono tenuti a mantenere i LOG di tutti gli utenti per 5 anni, quindi bene o male hanno solo l'ultimo ( x' il d.leg. n°70 del 12/2003 non è passato) e poi non è così facile averlo,  ricordo che le autorità giudiziarie non possono entrarti nel computer e controllare cosa tieni in condivisione, .. per gli stessi motivi che hanno fermato il decreto

[span style=\'font-family:Geneva\']Non tutto quel ch'è oro brilla
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Maxime

#5
Da "Punto Informatico" di oggi (3 marzo 2004):

[span style=\'font-size:14pt;line-height:100%\']Il Governo contro il P2P[/span]

Se passerà la proposta che tra due giorni arriverà al Consiglio dei Ministri verranno colpiti anche coloro che promuovono lo sharing di opere protette. Sanzioni durissime per difendere, si dice, l'industria del cinema.

Trovate l'articolo integrale a questo indirizzo:

http://punto-informatico.it/p.asp?i=47216



Le frasi che però vorrei sottolineare sono queste:

Per i fornitori di servizi "compiacenti" o ritenuti colpevoli di un atteggiamento che favorisca lo scambio illecito, il decreto prevede sanzioni durissime. Per questi soggetti, e più in generale per chi gestisce server dai quali è possibile scaricare materiali protetti, le multe nei casi più gravi possono arrivare a 250mila euro.

Ma dovranno fare attenzione anche i webmaster che dedicano propri siti al fenomeno dello sharing. La nuova proposta, infatti, colpisce non soltanto l'attività di condivisione ma anche la promozione dello scambio di materiali protetti. L'idea è che chi consapevolmente indicherà modi e procedure per scaricare contenuti di questo tipo, nei fatti si macchierà di favoreggiamento di attività di pirateria.

A tenere gli occhi aperti dovranno però essere anche gli utenti internet. Sono infatti previste multe fino a 2mila euro per coloro che siano riconosciuti colpevoli di aver copiato file di opere coperte da diritto d'autore senza autorizzazione. Chi scarica, dunque, se il decreto passa, saprà a cosa rischierà di andare incontro.




Tra le altre cose i provider verranno obbligati ad adottare dei filtri contro il p2p ed a conservare i log dei condivisori per 30 mesi... Che sia arrivata la fine del p2p e di eMuleItalia come anticipatoci da AXOLOTL?
Il mio blog: PensierInEccesso 2.0

Lioneri

Se passa questa legge allora possiamo dire addio al mulo e a questo forum  :(  
Le cose migliori si ottengono con il massimo della passione (Johann Wolfgang Goethe)[span style=\'font-size:8pt;line-height:100%\'][span style=\'color:blue\'][span style=\'color:blue\']CD Board[/span][/span][/span][span style=\'font-size:8pt;line-height:100%\'][span style=\'color:green\'][span style=\'color:green\']EmuleMucicWebsite[/span] never die[/span][/span]

gullit2000

inoltre oltre dire addio al mulo bisognera cominciare a preparare le raccomandate per disdire i vari contratti internet adsl, altro che aumentare le bande adsl come stanno facendo le varie compagnie telefonice a quale fine?
Non so se saranno tanto contenti se dovesse succedere questo!sicuramente per loro ci saranno dei costi per fare questo tipo di modifiche o sbaglio?
Inoltre concordo con chi dice che non so se faranno passare questo tipo di legge,siamo molto vicini alle elezioni e penso prenderebbero una batosta molto piu grande e con il rischio di elezioni anticipate.

    ciao e grazie

il rocco

CitazioneInoltre concordo con chi dice che non so se faranno passare questo tipo di legge,siamo molto vicini alle elezioni e penso prenderebbero una batosta molto piu grande e con il rischio di elezioni anticipate.

    ciao e grazie
credo che a livello nazionale la cosa non sia così rilevante, ovvero non credo che se passa il decreto (e purtroppo di decreto si tratta, quindi, a quanto mi sembra di ricordare dalle reminiscenze liceali, entra subito in vigore ed entro 2 mesi deve essere convalidato dal parlamento altrimenti decade) qualsivoglia partito politico perda milioni di voti alle prossime elezioni...almeno questa è la mia sensazione... :unsure:  
FAME FAME FAME!!!

cespuglio

é di oggi la notiiza che il ministro Urbani non ha presentato il decreto, come segnalato in altre parti del forum. Effettivamente, politica a parte, parlando di soldi (che sono quelli che - purtroppo - muovono anche la politica) se dovesse passare un provvedimento simile tutti i soldi investiti da Telecom nella pubblicità del nuovo aumento gratuito di banda andrebbero in fumo. Se non per condividere i nostri filmini delle vacanze :P per che cosa varrebbe la pena di avere una linea veloce a canone fisso? Tanto vale tornare all'isdn o al 56k. Sono stati fatti un sacco di investimenti e non solo da telecom sulle connesisoni a banda larga e che si voglia dirlo o no, sono stati fatti nella consapevolezza che per la stragrande maggioranza queste connessioni erano utilizzate per scopi illegali (vedi scaricamenti e simili). Ma davvero potrebbe arrivare una batosta simile in un sol colpo? Qui si parla di ricaduta a pioggia su un sacco di settori, non soltanto Isp e utenti privati. Ovviamente non è che non si deve fare niente, il crimine va represso. Ma tralasciando la rilevanza penale o meno della condivisione senza scopo di lucro, il problema VERO è più generale e più ampio, ossia quello di controllare ciò che, costituzionalmente, non può essere violato, il diritto alla riservatezza delle comunicazioni. Forse l'Assemblea costituente, se avesse previsto internet, ci avrebbe pensato due volte,ma questa è la norma, sacrosanta, e con questa si deve fare i conti.

Frodo

il decreto è stato spinto dalle "major" dell'intrattenimento ..... ed è stato respinto dai colosi della telecominicazioni,..... interessi contro interessi.... vedremo come andrà a finire.
[span style=\'font-family:Geneva\']Non tutto quel ch'è oro brilla
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza
E le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco, L'ombra sprigionerà una scintilla, Nuova la lama ora rotta, E re quei ch'è senza corona.[/span]

evangelion2015

ho paura che si metteranno daccordo
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1) Siccome sono un ingegnere rompo i coglioni
2) Siccome sono un ingegnere se fuori è bello e ci sono 30 gradi, sto in casa a lavorare sul computer
3) Siccome sono un ingegnere fischietto di frequente il motivetto di Mac Gyver

padova82

non so dove..(forse sul forum di punto informatico) leggevo che con la versione del mulo 0.42 vi e' il sistema x rendere impossibile la identificazione del navigatore.., se cosi' fosse sarebbe una risposta alle nuove leggi in arrivo, o no? POi non disperiamo...la giustizia in italia e' un colabrodo, e guardia di finanza polizia postale e magistratura hanno talmente tanto lavoro che non potranno certo impegnarsi seriamente sui condivisori di p2p...; Il problema e' la spinta delle major della musica e dei films (berlusconi e' il proprietario di rilevanti interessi in questo campo.....); comunque bisogna farsi sentire, protestare, pena anche l'aggravamento della condizione generale delle liberta' sulla e nella  rete....; Con il p2p si vuole colpire sopratutto la liberta' dei singoli di interagire tra di loro e di creare un cirquito non commerciale di scambio..., questo aspetto andrebbe segnalato e sottolineato, xche' la falsificazione che si sta' facendo e' proprio quella di far vedere  i "pirati" di internet, mentre sono solo degli utilizzatori di una grande potenzialita' della rete, che e' quella di scambiarsi file...; E' chiaro che simili programmi stanno modificando lo stesso concetto di "autore" di qualcosa, sia una creazione musicale o qualsiasi altro.., ed e' questo il punto che si vuole punire e reprimere..; Il rischio che sempre piu' persone interagiscano, tra di loro, senza fini di lucro, alla creazione di opere di ingegno che una volta erano sottoposte al passaggio commerciale ed allo sfruttamento economico;Insomma la rete crea nuovi percorsi comunicativi che liberano dal processo di arricchimento economico(o spesa...) milioni di persone e questo viene visto erroneamente, come un processo di impoverimento, anziche' di arricchimento culturale...; E' chiaro che finche' la riia riusciva a guadagnare (dai dischi registratori mangia e videocassette ecc...) il problema di una illegalita' dello scambio di materiale protetto (attraverso registrazioni video e audio cassette) non si poneva, tant'e' vero che sino all'anno scorso era la legge che tutelava lo scambio senza fini di lucro, poi all'improvviso, si e' voluto trasformare milioni di persone in fuorilegge....; Piu' ci penso e credo che l'unica strada sia quella della protesta, del far capire alla societa' che cio' che si vuole punire e' la possibilita' che attraverso la rete vi sia un'enorme accelerazione del processo di crescita e cultura personale fuori dai binari economici..; e' come se vi fosse una specie di scuola a disposizione di milioni di persone, x imparare ogni genere di conoscenza e applicazioni, che non deve esserci, che solamente dopo un passaggio di sfruttamento economico....; Bisogna che cominciamo a pensare cosa si puo' fare x tutelare la rete dall'attacco  e dall'utilizzazione degli interessi economici, di quelli cioe', che vogliono trasformare la rete, in un gigantesco supermercato, mentre la rete deve restare quello che e', un gigantesco mezzo che mette in comunicazione centinaia di milioni di persone che comunicano e si scambiano quello che vogliono....  

evangelion2015

di certo come ho postato da qualche altra parte il p2p e l'open source al di la dell'uso che ne viene fatto detengono al loro interno una filosofia di fondo, che per una volta tanto, e queste parole saranno molto riduttive, eguaglia tra loro gli individui e questi a loro volta uniscono senza egoismi, spesso mossi solo da passione, le loro qualità personali.

E al di la dell'illecito c'è una ideologia che si cerca di reprimere. e questo è  inaccettabile
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1) Siccome sono un ingegnere rompo i coglioni
2) Siccome sono un ingegnere se fuori è bello e ci sono 30 gradi, sto in casa a lavorare sul computer
3) Siccome sono un ingegnere fischietto di frequente il motivetto di Mac Gyver

Pirrolox

#14
cito testualmente da "La Nuova Sardegna"  del 06/03/2004:

"Scontro al consiglio dei ministri di ieri: il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani ha disertato la riunione per "L'inopinata impossibilità di discutere e approvare il decreto-legge proposto già una settimana fa". Urbani ha scritto una lettera di protesta a Berlusconi.(.....)
L'opposizione sarebbe venuta soprattutto dal ministro Tremonti e si è concentrata in particolare sul problema del finanziamento (100 milioni di euro) del provvedimento"