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Diritto alla PRIVACY e protezione antipirateria- il P2P dal CASO PEPPERMINT

Aperto da mattia.pascal, 15 Marzo 2007, 13:48:44

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mattia.pascal

#75
Notizia molto interessante... l'articolo è davvero lungo ma presenta aspetti molto seri da valutare nel giusto contesto, personalmente avrei intitolato : "La U.E. se ne lava le mani".

Negli ultimissimi tempi l'Unione Europea ha subito una battuta d'arresto per quanto riguarda la sua evoluzione politico/istituzionale, in pratica dalla mancata adozione della "Costituzione Europea".
Il problema è molto semplice, i singoli stati sono molto restii ad affidare parte della loro Sovranità Nazionale ad un'organismo comunitario (presumibilmente il Consiglio)... molte delle competenze sono già state delegate dai singoli Stati ma il vero passaggio sarebbe rappresentato dalla creazione di un'organismo rappresentativo di tutti i Paesi dell'Unione con poteri autonomi (praticamente quello che succede in ambito di rappresentatività all'interno di uno Stato democratico).

Questa credo sia solo un'espressione pratica della tendenza, la Corte di Giustizia Europea
Citazione
Ciò che la Corte sta dicendo è che i singoli paesi membri possono in qualsiasi momento dotarsi di normative capaci di bilanciare il diritto alla privacy e quello alla protezione antipirateria e lo suggerisce affermando che queste eventuali normative non saranno un problema per l'ordinamento comunitario.

quello che viene evidenziato è che le normative europee in materia non sono in grado di influenzare in maniera determinante le singole scelte del legislatore nazionale (sia che si decida di far prevalere il diritto alla privacy sia che si decida di far prevalere la protezione antipirateria).


Allo stato attuale noi in Italia possiamo consideraci fortunati in quanto il recente caso Peppermint e l'intervento del Garante fanno pendere nettamente l'ago della bilancia dalla parte della privacy (salvo casi che riguardano la protezione di diritti considerati di rango superiore ai meri interessi economici).
C'è solo da sperare che qualche "genio della legislazione" non decida di mettere mano alla normativa.....

Cmq viste alcune affermazioni della corte è probabile che se ne parlerà ancora molto in ambito europeo.



EDIT Modificato il titolo della discussione, il caso Peppermint è ormai storia, appena possibile aggiorno il primo post per mantenere questa come discussione di riferimento per questi argomenti.
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Vincent Vega

CitazioneAllo stato attuale noi in Italia possiamo consideraci fortunati in quanto il recente caso Peppermint e l'intervento del Garante fanno pendere nettamente l'ago della bilancia dalla parte della privacy (salvo casi che riguardano la protezione di diritti considerati di rango superiore ai meri interessi economici).

L' antipirateria non dovrebbe essere mossa da un interesse economico?
Io credo di si!!
In tal caso potrebbe essere spostato, seppur in maniera forzata, l'ago della bilancia dalla parte di quest'ultima?
Tramite le Major, ma soprattutto perché:

CitazioneIl Garante della privacy italiano non ha voluto prendere una posizione specifica sulla sentenza, limitandosi ieri a parlare di una linearità tra quella sentenza e le posizioni già espresse in passato dall'Autorità. Come si ricorderà, proprio nell'affare Peppermint e proprio in merito al trattamento dei dati degli utenti il Garante aveva scelto di costituirsi in giudizio per far chiarezza su questo punto decisivo.

E se questo dovesse diventare una regola?

Riporto degli "Spezzoni di un Post" (Particolarmente lungo :rolleyes:, per la gioia di Mc33) che mi hanno fatto arrivare a questa conclusione:

Citazione di: mattia.pascal il 26 Luglio 2007, 16:57:56Il diritto d'autore in sé è un giusto principio. Chi effettivamente crea qualcosa, a prescindere dalla effettiva validità artistica, ha diritto ad un compenso perchè il compenso è riferito al suo lavoro.

Il problema sono naturalmente le case produttrici e il mercato per come è organizzato ora... attualmente viene lasciato fin troppo potere in mano alle case produttrici che ovviamente se ne approfittano.
Come è già stato detto molte volte solo una minima parte del compenso pagato per un opera va effettivamente al suo creatore.

Citazione di: mattia.pascal il 26 Luglio 2007, 16:57:56è vero che le case produttrici si insinuano in questo rapporto e da intermediari o rappresentanti diventano quasi titolari... ma questo è un altro discorso che non può essere parificato al primo.
Se le case produttrici si comportano in maniera assurdamente scorretta (da ladri) non è certo infrangendo o instigando a commettere reati che si risolve la situazione.

Spero di essere riuscito a farmi capire in maniera adeguata :).

Ciao :D!!


mattia.pascal

La protezione antipirateria è sicuramente mossa da interessi economici..

per semplificare possiamo vedere la questione come un confronto tra 3 diversi tipi di istituti:

diritto alla Privacy (diritto che riguarda la persona), diritto degli artisti a conseguire il giusto riconoscimento (diritto sulle opere dell'ingegno) interesse economico delle major.

Ovviamente esiste una sorta di gerarchia nel diritto per cui "sono più importanti" i diritti rispetto ai meri interessi e fra i diritti quelli relativi alla persona sono da tutelare maggiormente rispetto a quelli riguardanti "cose".
(Ho semplificato parecchio il discorso a costo di trascurare gli aspetti tecnici)

Il Garante si è già chiaramente espresso riguardo la tutela del Diritto alla Privacy che può essere compresso solo in caso di protezione di diritti di maggior rango (stiamo parlando di situazioni che riguardano esclusivamente casi come la pedofilia, il terrorismo...)

Non ha voluto prendere posizione perchè si tratta di una questione che principalmente riguarda il rapporto tra norme comunitarie e norme statali... ma ha già preso posizione proprio nel caso Peppermint.



Aggiornato il primo post.
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

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mattia.pascal

Riguardo la recente pronuncia della Corte di Giustizia Europea segnalo un parere leggermente diverso da quello proposto da IFPI ovvero quello di Altroconsumo:

P2P e UE, AltroConsumo risponde a IFPI

Fonte Punto Informatico

Citazione di:  Punto Informaticoappare opportuno aggiungere al dibattito un punto di vista consumerista per chiarire, senza titubanze, che, a nostro avviso, la Corte di giustizia non ha affatto voluto incoraggiare gli Stati Membri a modificare le proprie normative per avvallare quella che viene ormai ribattezzata la Dottrina Sarkozy e che sarebbe deleteria per i consumatori ma anche per lo sviluppo del business online.
Dunque, stante il tenore della sentenza, naturalmente ora la questione passa di nuovo ad ogni singolo Stato Membro. Bene, ci sono Paesi, come ad esempio la Spagna e la Germania, in cui gli ISP possono essere costretti a rivelare i dati personali soltanto in procedimenti penali, a questi Paesi aggiungo l'Italia in cui - come giustamente ricorda PI - nel caso Peppermint (molto simile a Promusicae), il Garante per la Privacy è intervenuto davanti al Tribunale di Roma in due procedimenti civili d'urgenza e il Giudice, accogliendo le istanze proposte dal Garante, ha rigettato i ricorsi con i quali la Peppermint chiedeva di ottenere i nomi di migliaia di utenti di reti peer to peer proprio perché, operando nel caso di specie quel bilanciamento tra la tutela del diritto d'autore e la tutela della privacy richiamato dalla sentenza Promusicae, ha deciso che a prevalere doveva essere la seconda. Giova anche ricordare che Altroconsumo sta a tutt'oggi attendendo la decisione da parte dello stesso Garante della Privacy, presso il quale abbiamo promosso un maxireclamo in favore di circa 100 consumatori raggiunti dalla fatidica raccomandata intimatoria dell'avvocato altoatesino della Peppermint, perché fosse dichiarato illegittimo e lesivo del diritto alla privacy l'utilizzo da parte della Peppermint stessa del software della Logistep per rilevare gli indirizzi IP degli utenti.

Ritornando quindi al punto cruciale, Altroconsumo a differenza di IFPI ritiene, insieme al Garante della Privacy, che tali esempi positivi (Germania, Spagna, Italia, etc) incarnino la giusta e corretta interpretazione di quell'equilibrio tra la tutela del diritto d'autore e quella dei dati personali che la sentenza Promusicae rimanda ai singoli Stati Membri dover individuare.
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

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Vincent Vega

Citazione di: junjee il 08 Febbraio 2008, 08:24:07La nuova offensiva legale potrebbe inoltre avviarsi anche sul fronte della privacy. La Corte di Giustizia Europea infatti ha dato formalmente il via libera a norme nazionali che obblighino i provider a fornire ai detentori dei copyright i nomi degli utenti P2P o l’indirizzo ip dei loro computer.

Per agire sui singoli utenti?
L'aspetto positivo è che si potrebbe limitare la Pirateria!!
L'aspetto negativo è che per dare forza ad una Norma, per rafforzare l'azione Anti-Pirateria si calpesterebbe la Normativa sulla Privicy!!

Citazione di: junjeeLa privacy è stata finora uno degli scogli su cui si sono infrante le richieste di procedimento penale, insieme alla natura ambigua dei siti incriminati: questi sono infatti  tuttora considerati solo ponti per l’accesso ad altri contenitori dove si trova il materiale da scaricare, posizione che tuttavia potrebbe non restare per molto una diga di sicurezza

Se ho ben capito, la Privacy viene considerata  "una diga di sicurezza"!!
Questo, a mio avviso, è un errore da non commettere: significherebbe, ripetendomi, tirarsi la zappa sui piedi!!
Almeno per come la vedo io, la Privacy è un Diritto da tutelare appunto per tutelare l'integrità morale di un uomo!!

Citazione di: WikipediaLa privacy si traduce spesso (nella sua originaria accezione difensiva) nella capacità di una persona (o di un gruppo di persone), di impedire che le informazioni che la riguardano diventino note ad altri, inclusi organizzazioni ed enti, qualora il soggetto non abbia volontariamente scelto di fornirle.

Quindi, per ora, non ci resta che tutelarla da soli, anche con dei semplici, piccoli accorgimenti!!

Ciao!!

junjee

Mah.... Io personalmente sarei d'accordo nel pagare una piccola imposta suppletiva una tantum (sempre che sia piccola, sia chiaro) ed in cambio essere liberi di poter scaricare da internet. Perchè no? Così si darebbe un taglio netto al download illegale e si darebbe la possibilità a chi è rispettoso della legge di sfruttare finalmente al meglio la propria connessione. E non avrebbero più senso quesiti interiori del tipo "ma questo file che sto scaricando è veramente non protetto da copyright come tutto fa pensare oppure c'è una remotissima seppur improbabile possibilità che..... "
Un altro vantaggio sarebbe quello di togliere uno degli alibi ai provider per il filtraggio: perchè se nonostante ciò continuassero a filtrare non entrerebbero più in campo questioni di carattere legale, diverrebbe solo un disservizio e basta al quale sarebbe più facile appigliarsi da parte degli utenti.
A mio avviso quindi i providers dovrebbero rivedere le proprie politiche di filtraggio.


Vincent Vega

CitazioneUn altro vantaggio sarebbe quello di togliere uno degli alibi ai provider per il filtraggio: perchè se nonostante ciò continuassero a filtrare non entrerebbero più in campo questioni di carattere legale, diverrebbe solo un disservizio e basta al quale sarebbe più facile appigliarsi da parte degli utenti.
A mio avviso quindi i providers dovrebbero rivedere le proprie politiche di filtraggio.

Può già considerarsi un disservizio:

Che diritto ha, l' ISP, di limitare il traffico P2P?
E' suo compito tentare un'azione Anti-Pirateria?
Per poter compiere un' azione Anti-Pirateria, un Provider, dovrebbe essere in accordo le Major!
Come verrebbe giustificato quest'accordo?
Un servizio offerto ma non fornito (La famosa dicitura: Internet Senza limiti) non è un disservizio?

Ciao :)!!

P.s. A mio avviso sarebbe stato meglio postare qui: Bufera sui Filtri P2P ;)!!


mattia.pascal

Citazione di: Vincent Vega
Per poter compiere un' azione Anti-Pirateria, un Provider, dovrebbe essere in accordo le Major!
Come verrebbe giustificato quest'accordo?

Giustissimo... il problema è che le major tendono sempre di più a cercare di  "responsabilizzare" gli ISP.... in America la RIAA ormai da tempo ha praticamente costretto i Provider a una tacita collaborazione (extra-giudiziale).. in Europa lascia un po' perplessi la proposta di Sarkozy..


Per quanto riguarda la "tassa per scaricare" personalmente la trovo sbagliata come principio e sono d'accordo su quanto già detto da MsZ... dal punto di vista pratico e considerando esclusivamente chi decide di scaricare materiale illegale c'è da ribadire che una soluzione di questo genere metterebbe al sicuro solo ed esclusivamente da azioni civili.
Con l'attuale quadro normativo gli organi di polizia che eseguono indagini su singoli utenti sono comunque tenuti ad agire in quanto reato perseguibile d'ufficio.
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

Vincent Vega

Citazione di: mattia.pascal il 11 Febbraio 2008, 00:41:17
Citazione di: Vincent Vega
Per poter compiere un' azione Anti-Pirateria, un Provider, dovrebbe essere in accordo le Major!
Come verrebbe giustificato quest'accordo?

Giustissimo... il problema è che le major tendono sempre di più a cercare di  "responsabilizzare" gli ISP.... in America la RIAA ormai da tempo ha praticamente costretto i Provider a una tacita collaborazione (extra-giudiziale).. in Europa lascia un po' perplessi la proposta di Sarkozy.

A mio avviso, responsabilizzare gli ISP, potrebbe servire, anche, a migliorare la concorrenza tra questi ultimi!!
Potrebbero iniziare ad offrire un servizio consono alle offerte pubblicitarie!!

...Ops :rolleyes: dimenticavo l'accordo con le Major!!
Bisognerebbe mettere in atto un'azione pubblica di protesta, di notevole rilevanza economica !!

Ciao :)!!

P.s. Come al solito, quando intervengo io, finiamo OT :rolleyes:!!


mattia.pascal

No.. non siamo OT perchè parliamo pur sempre di Privacy

"Responsabilizzare" i Provider... vuol dire assegnargli o una responsabilità dovuta a fatti che non dipendono da loro (l'uso illegale di internet da parte di alcune persone)....... oppure assegnare un grande potere ovvero decidere chi può usare internet e chi no, in base ad un presunto (impossibile poter parlare di certezza in questo caso) uso illegale della rete.

Nel primo caso si ha una sorta di responsabilità oggettiva nei confronti dei Provider, ipotesi legalmente difficile da supportare e a cui i Provider si sono già opposti.

Nel secondo caso..... appare chiaro il legame con le major e fin troppo evidente la possibile strumentalizzazione.

Stiamo parlando di Aziende private (sia nel caso dei Provider sia nel caso delle major) non vedo perchè in uno Stato di dirito uno dei diritti più importanti per la persona ovvero il diritto alla Privacy dovrebbe essere rimesso nelle mani di Associazioni di privati.
".. c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. .. e, a sapere intendere.. ci si sentono delle voci lontane.. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani" P.C.

" .. spaghetti e mandolini. Allora qui m'inc_zzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia, cos'è il Rinascimento." G.G.

"Un nome, almeno, un nome, bisogna che me lo dia subito." L. Pirandello

junjee

sarebbe sbagliato sì, imporre una tassa a favore della Siae , ma non è quello che fanno con i cd ed i dvd vergini?? Il principio è lo stesso: si parla sempre di mezzi di potenziale duplicazione ai quali si impone una tassa preventiva. Sbagliato sì, però al momento è l'unica maniera secondo il mio modestissimo parere di creare una parvenza di legalità al p2p agli occhi del cittadino comune che, imbeccato dai media, vede internet come una nuova Gomorra ove non ci son regole e tutto è fuorilegge.... 
Oltre a ciò, come ho già scritto, toglierebbe un prezioso alibi ai providers per quanto riguarda il download.
Se sommiamo che ci sarebbero meno denunce (e quindi meno intasamento per i già intasati tribunali Italiani) e che la polizia postale e la finanza potrebbero usare il tempo che altrimenti perderebbero per le questioni del p2p in azioni ben più importanti ... beh insomma, non sarebbe male vero??  <_<

Vincent Vega

Citazionesarebbe sbagliato sì, imporre una tassa a favore della Siae , ma non è quello che fanno con i cd ed i dvd vergini?? Il principio è lo stesso: si parla sempre di mezzi di potenziale duplicazione ai quali si impone una tassa preventiva.

Beh...Grazie ;), non lo sapevo!!

CitazioneSbagliato sì, però al momento è l'unica maniera secondo il mio modestissimo parere di creare una parvenza di legalità al p2p agli occhi del cittadino comune che, imbeccato dai media, vede internet come una nuova Gomorra ove non ci son regole e tutto è fuorilegge....

Purtroppo non credo sia sufficiente!!
Credo che, per convincere "i cittadini", ci voglia qualcosa di più...
Bisognerebbe riuscire a far capire che come la delinquenza, la mancanza di principi, Etc. Etc. è riscontrabile nei rapporti umani non intermediati "da un cavo", è possibile riscontrare quest'ultima serie di fattori anche in una realtà che si sviluppa parallelamente allo "sviluppo culturale umano"; nel bene e nel male!!

Bisognerebbe distinguere tra utenza coscienziosa e non, distinzione che rimarrà sempre condizionata da un fattore soggettivo.
Il pregiudizio è parte della natura umana; non bisogna mirare all'estinzione di quest'ultima caratteristica, ma ad un coinvolgimento caratterizzato da "cooperatività genuina" (Socialità; un Es. è riscontrabile su eMuleItalia.net)!!
Certamente la cattiva pubblicità non fa mai bene...
Però rimane sempre pubblicità ;)!!

Spero di essere riuscito a farmi capire :)!!

Ciao :)!!

junjee

Citazione di: Vincent Vega il 11 Febbraio 2008, 17:15:26
Citazionesarebbe sbagliato sì, imporre una tassa a favore della Siae , ma non è quello che fanno con i cd ed i dvd vergini?? Il principio è lo stesso: si parla sempre di mezzi di potenziale duplicazione ai quali si impone una tassa preventiva.

Beh...Grazie ;), non lo sapevo!!

CitazioneSbagliato sì, però al momento è l'unica maniera secondo il mio modestissimo parere di creare una parvenza di legalità al p2p agli occhi del cittadino comune che, imbeccato dai media, vede internet come una nuova Gomorra ove non ci son regole e tutto è fuorilegge....

Purtroppo non credo sia sufficiente!!
Credo che, per convincere "i cittadini", ci voglia qualcosa di più...
Bisognerebbe riuscire a far capire che come la delinquenza, la mancanza di principi, Etc. Etc. è riscontrabile nei rapporti umani non intermediati "da un cavo", è possibile riscontrare quest'ultima serie di fattori anche in una realtà che si sviluppa parallelamente allo "sviluppo culturale umano"; nel bene e nel male!!

Bisognerebbe distinguere tra utenza coscienziosa e non, distinzione che rimarrà sempre condizionata da un fattore soggettivo.
Il pregiudizio è parte della natura umana; non bisogna mirare all'estinzione di quest'ultima caratteristica, ma ad un coinvolgimento caratterizzato da "cooperatività genuina" (Socialità; un Es. è riscontrabile su eMuleItalia.net)!!
Certamente la cattiva pubblicità non fa mai bene...
Però rimane sempre pubblicità ;)!!

Spero di essere riuscito a farmi capire :)!!

Ciao :)!!

perfettamente!  ^_^

Protocollo

Ho fatto delle cose brutte. Cose per cui il Dio della biomeccanica non ti farebbe entrare in paradiso...

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